Intesa Sanpaolo e Confindustria rilanciano la strategia ZES con un progetto che punta a fare del Mezzogiorno un vero hub industriale del Mediterraneo. Il nuovo piano “ZES 2.0”, presentato a Bari, mette a disposizione 60 miliardi di euro per sostenere investimenti, infrastrutture, energia, insediamenti produttivi e attrazione di capitali esteri. L’iniziativa che nasce dalla collaborazione con il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio e che mira a estendere i benefici della Zona Economica Speciale all’intero Paese, Coinvolge anche imprese del Nord Italia e grandi gruppi internazionali.
Intesa si prepara a un roadshow nazionale e internazionale
Il messaggio è chiaro: quando si semplifica la burocrazia e si riduce l’incertezza, gli investimenti arrivano. Lo ha ricordato Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, sottolineando che la ZES Unica ha già generato 59 miliardi di impatto economico e oltre 70.000 posti di lavoro. Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha ribadito che la ZES è una leva strategica non solo per il Sud ma per tutto il sistema produttivo italiano. Questo grazie alla combinazione tra semplificazione amministrativa e disponibilità di credito dedicato.
Il piano prevede un roadshow nazionale e internazionale per attrarre nuovi investimenti, un rafforzamento del supporto alle PMI italiane nei mercati esteri. E inoltre servizi di advisory per operazioni straordinarie e una linea di finanziamento agevolata per le imprese che investiranno all’interno della ZES. L’obiettivo è creare un ecosistema competitivo che favorisca nuovi insediamenti industriali, ampliamenti produttivi e una maggiore integrazione tra logistica portuale e manifattura
Le opportunità di ZES Unica
Durante l’incontro di Bari, istituzioni e imprese hanno discusso le opportunità offerte dalla ZES Unica. Dal credito d’imposta, incentivi per l’occupazione giovanile e femminile, semplificazione delle autorizzazioni. E inoltre una posizione geografica che rende il Sud Italia un ponte naturale tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. I dati del “Check-up Mezzogiorno”, presentati da SRM e Confindustria, confermano che il Sud sta crescendo più della media nazionale. Il PIL cresce del +8,3% dal 2019, contro il +6,3% dell’Italia, e un indice sintetico dell’economia meridionale che supera quello del Nord.
Non mancano le criticità: export in rallentamento, divari occupazionali persistenti, ritardi nell’attuazione della politica di coesione e una presenza ancora limitata di imprese a controllo estero. Ma la ZES Unica si sta dimostrando un acceleratore di sviluppo. A metà 2026 ha generato oltre 9 miliardi di investimenti diretti, con progetti sempre più grandi e nuovi insediamenti produttivi che rappresentano il 45% delle autorizzazioni ma concentrano il 65% degli investimenti.
Intesa Sanpaolo dal 2020 ha destinato oltre il 20% delle erogazioni della Banca dei Territori alle regioni meridionali. Con questa operazione rinnova così il proprio impegno con un piano che punta a trasformare la ZES da misura emergenziale a leva strutturale di competitività nazionale. Una strategia che guarda al futuro con una visione chiara: meno ostacoli, più imprese, più lavoro, più investimenti.





