El Mansouri sfida gli islamisti: «Non siamo lampadari»
«Sono la signora primo ministro, fateci l’abitudine». Con questa replica secca Fatima Ezzahra El Mansouri ha messo a tacere un deputato dell’opposizione che l’aveva chiamata “signor primo ministro”.
Lo scontro è solo l’ultimo capitolo di una battaglia politica più ampia. Da una parte c’è El Mansouri, leader del Partito Autenticità e Modernità, forza considerata modernizzatrice e favorevole a una maggiore partecipazione femminile nella vita pubblica. Dall’altra il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, formazione islamista conservatrice che per anni ha dominato la scena politica marocchina.
Nel suo intervento in Parlamento, la premier ha difeso le donne che lavorano, crescono da sole i figli e sostengono economicamente le famiglie. Ha contestato una visione che continua a relegarle a un ruolo esclusivamente domestico. Da qui il richiamo polemico ai “lampadari“, espressione usata in passato dall’ex premier islamista Abdelilah Benkirane per descrivere il ruolo femminile in casa. «Volete che le figlie del Marocco siano dei lampadari che illuminano le case?», ha chiesto ai deputati.
El Mansouri è una delle figure più note della politica marocchina
Avvocata, 50 anni, nata a Ben Guerir, El Mansouri è una delle figure più note della politica marocchina. Nel 2009 è diventata la prima donna sindaca di Marrakech, incarico che ha poi ricoperto nuovamente dopo le elezioni del 2021. A settembre 2026 re Mohammed VI le ha affidato la guida del governo, facendola entrare nella storia come prima donna premier del Paese.
La sua ascesa rappresenta un simbolo potente in un Regno che negli ultimi vent’anni ha gradualmente ampliato lo spazio delle donne nelle istituzioni. El Mansouri sostiene politiche legate all’occupazione, alla protezione sociale, allo sviluppo urbano e alla modernizzazione dello Stato. Tra le priorità indicate dal suo schieramento figurano la creazione di nuovi posti di lavoro, il contrasto alla corruzione e il rafforzamento del welfare.
Sul fronte dei diritti femminili, la premier è diventata il volto di una generazione che reclama maggiore autonomia economica e una presenza più forte nei luoghi del potere. La sua sfida è soprattutto culturale: dimostrare che una donna può governare il Marocco senza chiedere permesso a nessuno. Più che una polemica parlamentare, quella andata in scena a Rabat è l’immagine di un Paese diviso tra tradizione e cambiamento. E Fatima El Mansouri ha già scelto da che parte stare.
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