Perchè la Cina sta costruendo città fantasma in Africa?

Nova Cidade de Kalimba è una delle città “fantasma” che il Governo Cinese sta costruendo in tutto l’Angola e in tutto il continente africano. Negli ultimi dieci anni, la Cina ha investito miliardi di euro, con un trend che non mostra segni di rallentamento. Ma perché i cinesi sono così interessati al territorio africano?

Queste misteriose città fantasma sono destinate realmente agli africani? Secondo molti analisti internazionali,la Cina considera l’Africa come soluzione ai problemi di sovrappopolazione e alla imminente scarsità di risorse di risorse naturali. I cinesi rappresentano un quinto della popolazione terrestre, milioni di persone con fame di cibo, terra e energia. Negli ultimi dieci anni, il consumo di petrolio è aumentato di 35 volte e le importazioni di acciaio, rame e alluminio assorbono circa l’80% delle forniture mondiali. Con una popolazione triplicata negli ultimi cinquant’anni, la Cina è passata da da 500 milioni a 1,3 miliardi di individui. Forse è questo il motivo che ha spinto il governo di Pechino a lanciare il programma politico “Una sola Cina in Africa”, spingendo lapopolazione “in eccesso” a lasciare il paese e stabilirsi in un nuovo continente. Sono già 750 mila i cinesi trasferiti in Africa negli ultimi dieci anni. La strategia è stata messa a punto dai funzionari cinesi che puntano a inviare in Africa 300 milioni di persone per risolvere i problemi di sovrappopolazione e inquinamento.

UNA NUOVA COLONIZZAZIONE

La colonizzazione cinese nei Paesiafricani passa attraverso le infrastrutture, l’economia, e l’importazione di usi e costumi. Le strade africane sono sempre più ingombre di automezzi cinesi che riempiono i mercati africani di prodotti a basso costo. Gli indumenti venduti in Africa sempre più spesso riportano la targhetta “Made in China”. Migliaia di chilometri di ferrovie sono state costruite dai cinesi per il trasporto di tonnellate di legname tagliato illegalmente: foreste incontaminate distrutte per coprire il fabbisogno di legname della Cina che equivale al 70% di tutta la produzione Africana. Ma non basta. Le miniere cinesi sono piene di mano d’opera africana che estraggono minerali a meno di 1 dollaro al giorno. In Angola, il governo ha deciso che il 70% dei lavori pubblici deve andare alle imprese cinesi, la maggior parte delle quali non impiega personale angolano. La colonizzazione non è solo economica, ma anche culturale: numerosi centri culturali finanziati dallo Stato Cinese, denominati “Istituto Confucio”, stanno sorgendo in tutta l’Africa, con lo scopo di insegnare alla popolazione locale come fare affari in lingua e stile mandarino e cantonese.

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