Sostenere l’internazionalizzazione delle PMI significa rafforzare la competitività del Paese, ampliare le opportunità di export e offrire alle aziende strumenti concreti per crescere fuori dai confini nazionali. È in questa direzione che si inserisce l’Accordo Quadro firmato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Presidente di Unioncamere Andrea Prete. Si tratta di un’intesa che punta a creare un collegamento stabile tra il MAECI e il sistema camerale, valorizzando le competenze di entrambi.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale svolge un ruolo centrale nel sostegno all’export. Si occupa di coordinare le missioni istituzionali, promuove l’immagine dell’Italia nel mondo, attiva programmi di supporto alle imprese. E inoltre mette a disposizione strumenti finanziari e operativi per facilitare l’ingresso nei mercati esteri. Unioncamere, dal canto suo, rappresenta il sistema delle Camere di commercio italiane, con una rete capillare di 60 sedi territoriali e oltre cinque milioni di imprese registrate. È un punto di raccordo fondamentale con il tessuto produttivo nazionale, soprattutto con le PMI che spesso hanno competenze limitate per affrontare percorsi di internazionalizzazione complessi.
L’accordo firmato alla Farnesina crea un ponte operativo
Il MAECI coinvolgerà Unioncamere nelle missioni economiche e nei programmi di promozione all’estero, mentre Unioncamere metterà a disposizione la propria conoscenza delle imprese, dei territori e delle vocazioni produttive locali. In questo modo, le aziende potranno accedere a percorsi più strutturati, con informazioni chiare, supporto tecnico e una filiera di servizi che va dalla preparazione alla presenza stabile sui mercati internazionali.
Il sistema camerale, attraverso Promos Italia e la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, accompagnerà le imprese nella fase operativa: analisi dei mercati, ricerca di partner. Anche alla partecipazione a fiere, progetti di export e iniziative di cooperazione internazionale. Il MAECI, invece, garantirà il coordinamento istituzionale e l’accesso ai programmi nazionali di promozione, creando un ecosistema più forte e più integrato.
Questo accordo giova soprattutto alle PMI
Spesso le PMI non dispongono di strutture interne dedicate all’export. Grazie alla collaborazione tra MAECI e Unioncamere, le imprese potranno contare su un percorso più semplice. Oltre che su informazioni aggiornate e su un accompagnamento continuo, riducendo le barriere che finora hanno limitato la loro presenza all’estero. La firma dell’intesa, alla presenza di ICE, SIMEST, SACE, CDP e della rete delle Camere di commercio italiane e italiane all’estero, conferma la volontà di costruire un Sistema Italia più coordinato, capace di sostenere la crescita internazionale delle imprese e di valorizzare il potenziale produttivo del Paese.
Chi è MAECI
Il MAECI, cioè il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è uno dei pilastri del Sistema Italia quando si parla di imprese, export e presenza sui mercati esteri. Le sue funzioni non riguardano solo la diplomazia: hanno un impatto diretto e concreto sulla vita delle aziende, soprattutto delle PMI che vogliono crescere fuori dai confini nazionali.
Il MAECI coordina la politica estera economica del Paese, sostiene l’internazionalizzazione delle imprese, promuove il Made in Italy nel mondo e mette a disposizione strumenti, missioni e programmi che aiutano le aziende a entrare e consolidarsi nei mercati globali. Attraverso la rete delle ambasciate, dei consolati e degli uffici economici all’estero, il Ministero offre alle imprese informazioni sui mercati, supporto istituzionale, contatti con partner locali e accesso a iniziative di promozione commerciale.




