In un’Italia che cambia, dove i piccoli Comuni lottano contro lo spopolamento e le aree interne cercano nuovi equilibri, arrivano due segnali importanti da due Regioni diverse: Toscana e Friuli Venezia Giulia. Due misure distinte – una dedicata ai negozi di vicinato, l’altra alla sostituzione delle stufe a biomassa, Entrambe raccontano la stessa idea di fondo: sostenere i territori partendo dalle comunità, dai servizi essenziali e dalla qualità della vita quotidiana.
Toscana: più risorse per i negozi che tengono vivi i paesi
Uncem ha accolto con soddisfazione la decisione della Regione Toscana di stanziare altri 700 mila euro per scorrere la graduatoria del bando dedicato agli esercizi di vicinato nei Comuni della cosiddetta “Toscana diffusa”. Il bando, aperto lo scorso ottobre con una dotazione iniziale di 500 mila euro, aveva ricevuto oltre 450 domande. Inizialmente ne erano state finanziate 167, ma grazie al nuovo stanziamento si arriverà a 400 contributi.
Il sostegno – pari a 3.000 euro per ogni attività – non riguarda semplicemente negozi o botteghe, ma veri e propri presidi sociali, luoghi che garantiscono servizi, relazioni e quotidianità nei territori più fragili. Come ricorda Marco Bussone, Presidente nazionale di Uncem, questi esercizi sono “punti di aggregazione per mantenere vivi i territori più svantaggiati”. Il messaggio è chiaro: per contrastare la desertificazione commerciale non bastano gli incentivi. Serve anche un cambio culturale. Lo slogan di Uncem, “Compra in valle, la montagna vivrà”, sintetizza perfettamente questa visione.
Friuli Venezia Giulia: incentivi per sostituire le stufe e migliorare l’aria
Dall’altra parte del Paese, il Friuli Venezia Giulia lancia il “bando stufe 2026”. Si tratta di una misura che punta a migliorare la qualità dell’aria e l’efficienza energetica delle abitazioni attraverso la sostituzione dei vecchi generatori a biomassa. Un intervento che, come sottolinea Bussone – in questo caso nella sua veste anche di Presidente AIEL – rappresenta “un esempio per tutte le Regioni”, già seguito anche dal Piemonte.
Il bando prevede diverese tipologie di contributi
3.000 euro per stufe e camini e 4.000 euro per caldaie nelle aree più critiche dal punto di vista dell’inquinamento.
2.000 euro per stufe e 3.000 euro per caldaie nelle altre zone della Regione.
Gli incentivi sono destinati alla sostituzione di generatori obsoleti (≤ 3 stelle o non classificati) con apparecchi almeno 4 stelle, più efficienti e meno inquinanti. La misura ha una dotazione di 490.000 euro per il 2026 e può essere cumulata con altri incentivi, come il Conto Termico o le detrazioni fiscali statali. L’obiettivo è duplice: ridurre le emissioni e aiutare le famiglie a migliorare il comfort domestico, con un beneficio ambientale ed economico.
Due misure, un’unica direzione: sostenere chi vive e anima i territori
Mettendo insieme i due provvedimenti, emerge un filo rosso evidente. Si vuole rafforzare la vita quotidiana delle comunità, sia sostenendo i servizi essenziali – come i negozi di vicinato – sia migliorando la qualità dell’abitare attraverso impianti più efficienti e meno inquinanti. Interventi diversi, ma entrambi parlano di territori che vogliono restare vivi, di politiche che puntano sulla prossimità, sulla sostenibilità e sulla capacità delle comunità di rigenerarsi.

