Toscana, rincari sospetti: Codacons presenta esposto alle Procure

L’esposto del Codacons sulle possibili speculazioni sui prezzi è stato depositato presso le Procure della Repubblica della Toscana: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. L’associazione sta monitorando l’andamento dei listini con particolare attenzione al settore dei carburanti. Codecons chiede l’apertura di indagini penali per verificare eventuali rialzi ingiustificati legati alle tensioni in Medio Oriente.

In Toscana tensione sui prezzi

Nel documento presentato alle Procure, il Codacons sottolinea come le crisi geopolitiche e le instabilità nei mercati energetici stiano generando un contesto di forte fragilità economica. Quando gli aumenti riguardano beni essenziali – energia, carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industrial. L’impatto ricade direttamente sulle famiglie e sull’intero sistema produttivo.

Secondo l’associazione, negli ultimi giorni si registrerebbero incrementi significativi in diverse filiere: energetica, agricola, alimentare e industriale.

Carburanti: piccoli aumenti, effetti enormi

Sul fronte dei carburanti, il Codacons richiama l’attenzione su un dato: in Italia le vendite sulla rete ordinaria ammontano a oltre 23 miliardi di litri l’anno. Anche variazioni minime del prezzo al litro possono quindi generare trasferimenti economici di grande entità a carico dei consumatori.

Agroalimentare: rincari lungo la filiera

Segnalazioni di aumenti riguardano anche il settore agricolo e alimentare.
Tra i fenomeni evidenziati:

rischio di rialzi nei prezzi di fertilizzanti e materie prime agricole.

aumenti già visibili su diversi prodotti ortofrutticoli, legati anche al costo dei carburanti.

tensioni sui prezzi dei prodotti alimentari lungo la filiera.

Materie prime e industria: in Toscana rincari fino al 40%

Il Codacons segnala inoltre incrementi rilevanti in vari comparti industriali:

plastica per imballaggi e bottiglie: richiesti aumenti fino al 30%, pari a 200–250 dollari a tonnellata;

rame: rialzi vicini al 40%;

ferro e profilati di alluminio: +20%;

conglomerato bituminoso: +18%;

membrane e calcestruzzo: +10%;

alcune plastiche per la meccanica: +30%;

legno: aumenti tra il 10% e il 15%.

Secondo l’associazione, molti di questi rincari vengono giustificati con le tensioni geopolitiche e con possibili interruzioni delle forniture energetiche, ma tali motivazioni necessitano di verifiche approfondite.

La richiesta alle Procure

Il Codacons chiede alle Procure toscane di:

avviare accertamenti sulla formazione dei prezzi nei settori energetico, carburanti, gasolio agricolo, edilizia, materie plastiche e filiera agroalimentare.

verificare se gli aumenti siano proporzionati ai reali costi di produzione e approvvigionamento.

valutare la possibile configurazione dei reati di rialzo fraudolento dei prezzi (art. 501 c.p.) e manovre speculative su merci (art. 501-bis c.p.).

 

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