Il risparmio gestito italiano continua a dimostrarsi una delle grandi leve strutturali del Paese. Secondo l’analisi del Centro Studi di Unimpresa, tra il 2022 e il 2025 il patrimonio affidato a banche, SGR e SIM è passato da 901,9 miliardi a 1.083,4 miliardi di euro. Con un incremento di 181,5 miliardi, pari al 20,1%. Nel primo trimestre 2026 le masse restano stabilmente sopra quota mille miliardi, attestandosi a 1.073,2 miliardi.
Un settore in forte trasformazione
La fotografia che emerge è quella di un settore in forte trasformazione, dove la crescita quantitativa si accompagna a un cambiamento nella struttura dell’industria del risparmio gestito. Le gestioni bancarie sono più che raddoppiate: da 115,3 miliardi nel 2022 a 247,5 miliardi nel 2025, fino a 252,8 miliardi nel primo trimestre 2026. Le SGR restano comunque il canale dominante, con 821,7 miliardi gestiti a fine 2025 e 807,5 miliardi nel marzo 2026, pari a circa il 75% del totale. Le SIM, invece, mantengono una quota residuale.
La composizione dei portafogli conferma una forte diversificazione: 332,4 miliardi sono investiti in obbligazioni estere, 304,2 miliardi in fondi comuni esteri e 254,5 miliardi in titoli pubblici italiani. Di questi, 242,2 miliardi sono BTP, che rappresentano il 95% dell’esposizione verso il debito sovrano nazionale e oltre il 23% dell’intero portafoglio gestito.
Il risparmio gestito italiano non è solo una massa finanziaria
Il vp di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, sottolinea come il superamento stabile della soglia dei mille miliardi confermi la centralità del risparmio per la stabilità del sistema finanziario e per la crescita del Paese. La sfida, secondo Spadafora, è trasformare una quota crescente di questa ricchezza in capitale destinato all’economia reale. Ovvero PMI, innovazione, investimenti produttivi.
Il quadro che emerge è chiaro: il risparmio gestito italiano non è solo una massa finanziaria, ma un asset strategico per la competitività del Paese. La crescita delle gestioni bancarie, la resilienza delle SGR e l’equilibrio tra investimenti domestici e internazionali mostrano un settore in evoluzione. Un settore pronto a giocare un ruolo decisivo nel futuro economico dell’Italia.



