Da spin-off universitario a protagonista dell’innovazione subacquea internazionale
L’operazione segna un passaggio strategico per il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero. Il gruppo è impegnato nello sviluppo di un ecosistema industriale dedicato al settore underwater, considerato sempre più centrale per la sicurezza. Inoltre è impegnato nel monitoraggio delle infrastrutture critiche, la difesa, l’energia e la tutela ambientale. Le competenze sviluppate da WSense nelle comunicazioni subacquee e nell’Internet of Underwater Things diventano un tassello per rafforzare la leadership tecnologica di Fincantieri in un mercato ad alto potenziale di crescita.
Nata nei laboratori della Sapienza Università di Roma, WSense ha sviluppato tecnologie proprietarie in grado di trasmettere dati in tempo reale sotto la superficie marina. Questo creando una sorta di “Wi-Fi sottomarino” che collega sensori, robot autonomi, mezzi subacquei e operatori professionali. Soluzioni che trovano applicazione in numerosi settori industriali. Dalla protezione delle infrastrutture energetiche offshore al monitoraggio ambientale, fino alle attività portuali e alla sorveglianza strategica dei fondali.
Per Fincantieri, l’integrazione della scale-up rappresenta molto più di un’acquisizione
È un investimento su una filiera tecnologica destinata a diventare sempre più rilevante per l’economia europea. L’obiettivo è costruire un polo industriale underwater capace di integrare tecnologie, competenze e capacità operative lungo tutta la catena del valore. Mantenendo al contempo l’autonomia e la capacità innovativa delle realtà coinvolte.
La vicenda di WSense assume inoltre un valore simbolico per l’intero sistema produttivo italiano. Il percorso dell’azienda dimostra come una ricerca scientifica di eccellenza possa trasformarsi in un’impresa competitiva sui mercati internazionali. Grazie al contributo di università, investitori, istituzioni e industria. Un modello che evidenzia il ruolo strategico del capitale paziente e del sostegno all’innovazione deep tech nelle fasi di crescita più delicate.
Ricadute anche sulle PMI
Le ricadute interessano non soltanto i grandi gruppi industriali, ma anche il tessuto delle PMI. Lo sviluppo di una filiera underwater avanzata genera infatti nuove opportunità per aziende specializzate in sensoristica e componentistica elettronica. Oltre che automazione, cybersecurity, software, telecomunicazioni, manutenzione industriale e servizi ad alta tecnologia. L’espansione dell’ecosistema guidato da Fincantieri può quindi creare occasioni di collaborazione, sviluppo di competenze e accesso a mercati internazionali per numerose PMI italiane.
Con oltre 80 ingegneri e ricercatori distribuiti tra Italia, Norvegia e Regno Unito, WSense ha già dimostrato la maturità delle proprie tecnologie collaborando con realtà importanti. Come Ministero della Difesa, Marina Militare, Terna, ENI, Leonardo e Saipem. L’ingresso nel perimetro di Fincantieri offre ora la possibilità di accelerarne ulteriormente la crescita industriale e commerciale.
La sfida va oltre il successo di una singola azienda
Il caso WSense mostra che l’Italia dispone delle competenze scientifiche, industriali e imprenditoriali necessarie per competere nei settori tecnologici più avanzati. Rendere replicabile questo percorso significa trasformare più spesso la ricerca in impresa, creare campioni industriali nei mercati strategici del futuro. E inoltre rafforzare la competitività del Paese su scala internazionale. In questa prospettiva, il progetto che unisce Fincantieri e WSense rappresenta un esempio concreto di come innovazione, industria e ricerca possano convergere nella costruzione di una nuova leadership europea nel settore underwater.
Nella foto da sinistra Levi, Polimeni, Petrioli, Folgiero

