Il quadro è chiaro e preoccupante: la produzione nazionale di mais crolla proprio nel momento peggiore. Le prime stime parlano di riduzioni oltre il 35% nelle aree più colpite da siccità e caldo. Anche l’Europa arretra: il raccolto scende da 61 a circa 50 milioni di tonnellate, uno dei livelli più bassi degli ultimi vent’anni. E non è solo una questione di quantità. La campagna 2026 ha aumentato il rischio di micotossine, riducendo ulteriormente la disponibilità di mais idoneo all’alimentazione animale. I prezzi lo riflettono: il mais nazionale è salito del 15% da giugno, la farina di soia decorticata di oltre il 20%.
Meno mais significa difficoltà per mangimifici, allevamenti e produzioni di punta
Per le filiere DOP, vincolate all’origine delle materie prime, la situazione è ancora più delicata. Meno mais disponibile significa difficoltà per mangimifici, allevamenti e produzioni di punta del Made in Italy.
A peggiorare il quadro c’è la geopolitica. Le rotte del Mar Nero sono compromesse da attacchi a porti e navi commerciali. L’Italia, già strutturalmente deficitaria, deve cercare origini alternative più costose e meno sicure. In questo contesto, l’imminente applicazione dell’EUDR alla soia rischia di complicare ulteriormente l’accesso a una materia prima essenziale. Assalzoo chiede di valutarne la sospensione temporanea: introdurre nuovi vincoli proprio ora potrebbe restringere l’offerta quando servirebbe invece massima diversificazione.
Infine, il caro energia. Il Brent è salito del 25% da agosto, il gasolio è passato da 1,89 a oltre 2,33 euro al litro in tre mesi. Per una logistica che viaggia quasi tutta su gomma, questi aumenti si trasformano immediatamente in costi più alti per approvvigionamento e distribuzione.
Massimo Zanin sintetizza il problema: non sono criticità isolate, ma fattori che si sommano. Produciamo meno, importiamo con più difficoltà e trasportiamo a costi maggiori. È questa combinazione a mettere a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti zootecnici. Mangimi, latte, carne, uova e filiere DOP dipendono da una catena che oggi è sotto pressione come non accadeva da anni.
Assalzoo chiede un confronto urgente con le istituzioni: rilanciare la produzione cerealicola nazionale, garantire accesso alle materie prime internazionali, sospendere l’EUDR per la soia e contenere gli extracosti energetici e logistici. La sicurezza degli approvvigionamenti deve tornare una priorità strategica della politica agricola italiana ed europea.



