Luca D’Aquila arriva alla guida di ANIE ASSIFER in un momento in cui la filiera ferroviaria italiana ha bisogno di tutto, tranne che di frenate improvvise. E lui, che di treni, infrastrutture e industria ne mastica da oltre trent’anni, sembra avere la stessa filosofia dei macchinisti esperti. Vuone andare avanti, ma con una rotta chiara e una velocità sostenibile.
Chi è D’Aquila?
E’ un manager che ha attraversato i grandi nomi del settore, Fincantieri, BredaMenarinibus, AnsaldoBreda, fino a diventare Presidente di Hitachi Rail STS Spa, una delle realtà più importanti della mobilità ferroviaria globale. Uno che conosce la filiera “dalla cabina di guida ai binari”, e che ora porta questa esperienza al timone di ANIE ASSIFER per il biennio 2026‑2028.
E chi è ANIE ASSIFER?
L’associazione che rappresenta oltre 160 aziende della filiera ferroviaria italiana: materiale rotabile, segnalamento, telecomunicazioni, elettrificazione, mezzi d’opera. Un comparto che vale più di 8 miliardi di euro, esporta quasi 1,7 miliardi e impiega 22.800 addetti. In altre parole: il cuore tecnologico dei trasporti ferroviari e urbani elettrificati. D’Aquila eredita un settore che, dopo la spinta del PNRR, deve evitare il classico “effetto fine lavori”. La sua priorità è semplice e allo stesso tempo complessa: garantire continuità agli investimenti, perché senza una programmazione stabile le imprese non innovano, non assumono, non competono. E non si va lontano, nemmeno sui binari.
Il nuovo Presidente lo dice chiaramente. Serve un dialogo più forte con Governo, Regioni e committenze pubbliche, serve una roadmap pluriennale degli investimenti, serve valorizzare le PMI — che nella filiera ferroviaria sono tante, competenti e spesso invisibil. E serve consolidare ANIE ASSIFER come interlocutore tecnico autorevole. Insomma, meno improvvisazione e più strategia. La squadra che lo affiancherà riflette questa visione: deleghe su innovazione, digitalizzazione, relazioni istituzionali, comunicazione, formazione, sostenibilità ed ESG. Una cabina di regia che sembra uscita da un manuale di “ferrovia del futuro”, con un occhio alle tecnologie e uno alle competenze.
E un pizzico di ironia ci sta: il settore ferroviario non è certo famoso per la sua velocità decisionale, ma D’Aquila sembra intenzionato a far correre la filiera con un ritmo nuovo. Non un Frecciarossa, forse, ma sicuramente niente più treni regionali che arrancano. ANIE ASSIFER, dal canto suo, continua a rappresentare una delle colonne portanti della Federazione ANIE, che con 1.100 aziende e 480.000 addetti è uno dei comparti industriali più strategici del Paese. E con D’Aquila alla guida, la filiera ferroviaria italiana prova a mettere sui binari una visione più solida, più coesa e più moderna.



