La riforma previdenziale approvata dall’Assemblea dei Delegati della Cassa Dottori Commercialisti segna un passaggio importante per il futuro della professione. Il provvedimento recepisce alcune delle principali richieste avanzate dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabil. L’obiettivo? Rendere il sistema previdenziale più sostenibile nel lungo periodo e più vicino alle esigenze di chi oggi avvia o consolida la propria attività professionale.
Garantire pensioni future più adeguate, preservare la sostenibilità della Cassa
Tra le novità più significative figura l’estensione agli under 43 delle misure premiali già previste per i giovani iscritti. Viene così ampliata la possibilità di beneficiare della retrocessione del contributo integrativo al 3% nei primi cinque anni di attività e della cosiddetta “Promessa Previdenziale”. Lo strumento consente di prenotare le aliquote rinviando il versamento dei contributi. Una scelta che punta a favorire chi si trova nelle fasi iniziali della carriera e deve conciliare investimenti professionali e sostenibilità economica.
La riforma introduce inoltre una maggiore gradualità nell’incremento dell’aliquota soggettiva minima. Il passaggio dal 12% al 15% sarà distribuito su cinque anni anziché tre. Consentendo ai professionisti di affrontare l’aumento contributivo con tempi più compatibili con l’evoluzione dei redditi e dell’attività. Particolarmente rilevante è anche l’estensione da cinque a sette anni dell’esonero dai contributi minimi per gli under 35. La misura offre un sostegno concreto a chi muove i primi passi nella professione. Una fase spesso caratterizzata da ricavi ancora limitati e da costi elevati per la costruzione dello studio e della clientela.
Accolta una richiesta storicamente sostenuta dalle Unioni territoriali
I contributi minimi annuali potranno essere versati in quattro rate senza interessi. Una novità che migliora la gestione della liquidità e consente una pianificazione più equilibrata degli impegni previdenziali durante l’anno. Il pacchetto di interventi si completa con il riconoscimento di una premialità dello 0,5% sull’aliquota di computo anche per chi versa i contributi applicando l’aliquota minima. Un correttivo che rafforza il principio di equità e valorizza la continuità contributiva.
Secondo la presidente dell’UNGDCEC, Michela Boidi, (nella foto) il via libera alla riforma conferma l’efficacia del confronto istituzionale. Dimostra inoltre come il dialogo tecnico possa produrre risultati concreti per le nuove generazioni. Un giudizio condiviso anche da Dario Walter Giuffrida, presidente della Commissione di Studio dell’Unione. Giuffrida sottolinea come il percorso abbia permesso di costruire una visione previdenziale capace di guardare non solo ai giovani commercialisti, ma all’intera categoria.
Commercialisti: pensioni future più adeguate
Più che un semplice aggiornamento delle regole contributive, la riforma rappresenta un intervento strategico. L’obiettivo è garantire pensioni future più adeguate, preservare la sostenibilità della Cassa e accompagnare una professione che negli ultimi anni è cambiata profondamente nelle modalità di accesso, nei modelli organizzativi e nelle prospettive di reddito dei nuovi iscritti.





