Dal 1° gennaio 2014 il caffè dei distributori automatici
costerà di più

coffeeservice-loop-2“Con l’inasprimento dell’imposta, per 23 milioni di italiani e per le aziende del comparto, la pausa caffè da gennaio sarà più amara. Per finanziare l’Ecobonus il Governo punisce oltre mille imprese. L’adeguamento al nuovo regime fiscale non può essere oggetto di trattativa con il singolo cliente. Se calano i consumi a rischio migliaia di posti di lavoro”, commenta Lucio Pinetti, presidente di Confida, l’Associazione dei Distributori Automatici aderente alla Confcommercio.“Sarà difficile spiegare alle decine di milioni di clienti che ogni giorno in uffici, ospedali, posti di lavoro, fabbriche, scuole e università consumano a prezzi contenuti caffè, cappuccini, bevande e snack vari nei circa 100 milioni di distributori automatici, che saranno loro a pagare la “colpa” di un momento di consumo voluttuario, a causa dell’Iva che il Governo ha portato dal 4% al 10% per finanziare l’Ecobonus attraverso il D.L n.63 del 4/6/2013. Pesanti difficoltà anche per le nostre aziende. Per adeguare i distributori automatici, il settore del vending (30 mila addetti e più di mille imprese) dovrà spendere tra i 30 e i 50 milioni di euro”.

Aggiunge Pinetti “Ancora più difficile sarà comunicare a migliaia dei nostri 30 mila dipendenti la necessità di dover rinunciare alla loro prestazione per motivi di equilibrio dei bilanci aziendali. In poche parole, se dovessero calare i consumi dovremo rinunciare a centinaia, forse migliaia di posti di lavoro in tutta Italia. L’adeguamento al nuovo regime fiscale, poi, non può essere oggetto di trattativa con il singolo cliente. L’Iva è un’imposta che per legge grava sul consumatore finale e le nostre aziende hanno l’obbligo di trasferirla a valle. Nessun cliente può chiedere alle nostre aziende di farsene carico, non può per legge e sarebbe del tutto improponibile per la sopravvivenza delle nostre imprese.”

L’incremento dell’imposta sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di 5 centesimi sul caffè e le bevande calde, e di dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.

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