Busta paga addio. Arriva il total reward statement

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Busta paga bye, bye? E vero stipendio fisso – per chi ce l’ha, e bonus non bastano più. Per attirare e fidelizzare i talenti migliori, il 40% delle aziende ricorre al “Total Reward Statement”, la comunicazione personalizzata di come è composto il pacchetto retributivo, con benefit a scelta, e piani di crescita professionale. I dati delle ricerca di Top Employers Institute mostrano una tendenza in costante crescita, ma in Italia siamo fermi al 3%.

Quando c’era molto lavoro soprattutto in alcune fasce di reddito e per alcune categorie specializzate, per trattenere il dipendente che voleva andarsene, si faceva leva sull’aumento dello stipendio o l’inserimento di beneft e bonus. Oggi non è più così. Il mercato del lavoro è cambiato radicalmente: le aziende hanno sempre meno disponibilità finanziarie per “giocare al rialzo” e, sull’altro fronte, i talenti migliori sono sempre più mobili e volatili e il rischio dei “talenti in fuga” è più vivo che mai. Che fare quindi per trattenere i migliori in azienda? Sono state elaborare nuove strategie di retention non solo monetarie, che hanno intercettato i bisogni dei dipendenti a cui proporre soluzioni mirate che garantiscano gratificazione, realizzazione, riconoscimento e fidelizzazione.

COMUNICARE IN MODO CHIARO AL PROPRIO DIPENDENTE

Lo strumento più adottato – per il 37% delle aziende worldwide, come documentano i dati 2016 della ricerca di Top Employers Institute, ma la tendenza è in costante crescita – è il “Total Reward Statement”, ovvero la comunicazione mirata e personalizzata di come è composto il pacchetto retributivo di ciascun dipendente, che riunisce stipendio, bonus, incentivi, integrazioni pensionistiche e sanitarie e benefit, questi ultimi molto spesso scelti dal dipendente stesso in base alle sue esigenze e preferenze. Un pacchetto retributivo calibrato sulle singole caratteristiche del dipendente, dove alcune voci possono cambiare nel corso degli anni, in base a mutate esigenze e situazioni: età, progetti di carriera, necessità familiari, formazione e aggiornamento professionale…ecc ecc. Una nuova filosofia retributiva e di trasparenza che si sta affermando in tutto il mondo, ma che vede l’Italia sensibilmente in ritardo rispetto al trend globale.

Total Reward Statement

Il 37% delle aziende a livello worldwide lo adotta in maniera sistematica

Il 33% delle aziende in Europa lo adotta in maniera sistematica

Il 3% delle aziende italiane lo adotta in maniera sistematica

Un gap profondo, quello delle aziende italiane, che però si sta riducendo, in particolar modo nel settore dei “Flexible Benefit”, ovvero la possibilità per il dipendente di scegliere il benefit più aderente alle sue esigenze del momento. Sempre più aziende si stanno attrezzando in quest’ottica, proponendo pacchetti di benefit ad hoc, che vanno dai “benefit maternità” (contributi per asilo nido, baby sitter ecc), ai corsi di aggiornamento professionale (corsi di lingue, informatica..), ad assistenza e previdenza sanitaria (home caring per anziani), a corsi e vacanze sportive (corsi e campus per giovani o figli dei dipendenti).

Flexible benefit in Europa:

il 35 % delle aziende li propone in maniera sistematica

il 18 % delle aziende li propone in maniera parziale (per esempio, solo a determinate fasce di dipendenti)

il 47 % non li propone

Flexible benefit in Italia:

il 12% delle aziende li propone in maniera sistematica

il 14 % delle aziende li propone in maniera parziale (per esempio, solo a determinate fasce di dipendenti)

il 74 % non li propone

 

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