Acciaio: per Confapi dopo l’applicazione dei dazi Usa non bisogna ridurre i livelli di importazione

Acciaio. Confapi scrive a Commissione Europea: non ridurre livelli di importazione

La Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie private per più di 800mila addetti, ha inviato una lettera alla Direzione generale del Commercio della Commissione Europea a Bruxelles in cui richiede di non ridurre i livelli di importazione medi degli ultimi tre anni di ciascun prodotto siderurgico per non danneggiare l’industria manifatturiera europea.

I livelli, viceversa, devono essere interamente confermati per gli anni successivi.

Per Confapi, infatti, eventuali riduzioni non sarebbero dirette a tutelare da un rischio potenziale e futuro ma avrebbero un solo effetto distorsivo delle importazioni. L’iniziativa della Confederazione fa seguito all’inchiesta di salvaguardia avviata dalla Commissione Europea sulle importazioni di numerosi prodotti di acciaio nell’Ue. L’intento di Confapi è quello di prevenire la riduzione delle importazioni in conseguenza dei dazi imposti dall’amministrazione statunitense sui prodotti siderurgici di molti Paesi asiatici. Questi dazi sono stati attivati da poche settimane e quindi il parametro medio degli ultimi tre anni è del tutto scevro dalla loro influenza verso i Paesi terzi. L’obiettivo di Confapi, che per prima ha sollevato la questione a livello europeo, è quello di non veder irrimediabilmente penalizzate le Pmi italiane nei loro approvvigionamenti.

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