C’è un filo rosso che unisce la vita professionale di Monica Melani – una delle consulenti del lavoro più note del panorama italiano – e il suo ultimo progetto editoriale, Ti amo Club Med. Un filo fatto di osservazione, passione e capacità di leggere i fenomeni sociali oltre la superficie.
Chi è Monica Melani
Nata a Livorno ma milanese d’adozione, Melani ha costruito una carriera solida e riconosciuta: due lauree, una in Scienze Politiche a indirizzo economico e una in Economia e Commercio. Ha una lunga esperienza nel mondo della consulenza HR. È fondatrice e amministratore unico di Centurion Payroll Service, realtà di riferimento nel settore payroll. Parallelamente, da oltre dieci anni è un volto familiare per la business community televisiva. E’ ideatrice e conduttrice di Forum Imprese, programma in onda su TeleLombardia e sulle emittenti collegate. Un programma molto seguito che racconta il tessuto produttivo italiano attraverso storie, analisi e testimonianze. Eppure, dietro la professionista rigorosa, c’è anche una viaggiatrice appassionata che ha trovato nel Club Med un luogo dell’anima. Un rifugio, un laboratorio sociale, una piccola utopia possibile. Da qui nasce il suo libro: un omaggio affettuoso e al tempo stesso lucido a un fenomeno culturale che ha attraversato 75 anni di storia. L’idea di quest testo disponible su Amazon nasce nel 2023 ma solo recentemente Monica Melani ha deciso di portare al termine questo progetto di stesura recente.
Cosa l’ha convinta a trasformare la sua esperienza personale al Club Med in un libro?
Dopo periodi di lavoro intensi e scadenze impegnative, il mio modo di ritrovare equilibrio è sempre stato lo stesso: una settimana al Club Med. Preferisco le mete esotiche, ma anche i villaggi sulla neve hanno un fascino irresistibile. Per me non è mai stata una semplice vacanza: è un luogo dove ritrovo leggerezza, energia, libertà. A un certo punto ho sentito il bisogno di raccontare tutto questo.
Il suo lavoro televisivo ha influenzato la scrittura?
Più che la televisione, direi che è stata determinante la mia passione per il giornalismo. Osservare, ascoltare, restituire storie: è un’attitudine che porto con me da sempre. Il libro nasce proprio da questo sguardo.
Da consulente del lavoro, come interpreta la figura del G.O. e che tipo di persona può intraprendere questo percorso?
A 16 anni rimasi affascinata dalla figura del G.O., il Gentil Organisateur. Per un periodo ho persino immaginato di diventarlo. Poi la vita mi ha portata altrove, nella Milano dinamica degli anni d’oro. Il lavoro del G.O. richiede flessibilità, disponibilità a cambiare spesso destinazione e una vita senza troppi vincoli. Io ho scelto stabilità, una carriera intensa e una famiglia. È un mestiere bellissimo, ma adatto a chi ama il movimento continuo e non teme l’incertezza.
Nel libro lei sostiene che il Club Med rappresenta lo spirito francese. In che modo?
Il Club Med nasce nel dopoguerra, ma è negli anni ’60 che diventa un simbolo culturale. In un’epoca di rivoluzioni sociali, il villaggio vacanze diventa un laboratorio di libertà. Niente formalismi, niente ruoli rigidi, solo incontro, leggerezza, apertura. La cultura francese ha un talento unico nel trasformare la vacanza in un’arte: la joie de vivre, l’ironia, la teatralità, la convivialità. Il Club Med è tutto questo. È un’utopia realizzata, un luogo dove ci si dà del tu, dove la seduzione è un gioco elegante, dove la comunità conta più dell’individuo. È un’idea francese di felicità: libera, condivisa, luminosa.
Come ha fatto il Club Med a rimanere attuale per 75 anni?
Ha attraversato crisi e chiusure, ma ha saputo evolversi. Oggi è un marchio internazionale di fascia alta, presente in luoghi spettacolari. Ha modernizzato i villaggi, resi più confortevoli e inclusivi, senza perdere il cuore originario: il sorriso dei G.O., la vita collettiva, gli sport, gli spettacoli, la leggerezza. È cresciuto con noi: da tende spartane a resort di charme, ma con lo stesso desiderio di libertà e incontro.
C’è un capitolo del libro a cui è particolarmente legata?
Sì, quello che contiene il dialogo immaginario tra Gérard Blitz e una voce del futuro. È un omaggio poetico e leggero alla filosofia del Club Med. Un luogo dove semplicità, comunità e libertà diventano una piccola rivoluzione sorridente. È il cuore emotivo del libro, il punto in cui la storia incontra la visione. Sono molto legata ai capitoli in cui parlo della liberazione della donna e dei villaggi che non ci sono più come quello di Bora Bora. Villaggio quest’ultimo dove ho avuto l’occasionedi conoscere persone che nel corso degli anni sono diventati i più importanti amici che ho.




