ANMIL cambia pelle. Nel 2026 di scelte difficili per fare crescere le protezioni

L’ANMIL apre il 2026 con un percorso di riorganizzazione interna che segna una fase delicata ma necessaria per il futuro dell’Associazione. Un cambiamento strutturale che, pur generando inevitabili disagi operativi, nasce dall’urgenza di rafforzare i servizi dedicati ai mutilati e invalidi del lavoro. Alle vedove, agli orfani e a tutti gli utenti che ogni giorno si affidano al Patronato e al CAF dell’ente.

La riorganizzazione coinvolge l’intera architettura associativa

Sranno coinvolti dai vertici nazionali ai dirigenti regionali e territoriali, fino al personale dipendente, chiamato a sostenere un carico straordinario in una fase di transizione complessa. Proprio l’impegno dei lavoratori ANMIL è la garanzia più solida per gli utenti, che continuano a trovare nelle sedi territoriali un punto di riferimento affidabile.

Le difficoltà non mancano: rallentamenti, sovraccarichi, procedure da riallineare

ANMIL non intende lasciare indietro nessuno. Per questo ha potenziato immediatamente il Numero Verde 800.180.943, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Offre un supporto diretto e tempestivo a chi necessita di informazioni o assistenza. «Siamo consapevoli dei disagi e ce ne scusiamo“, spiegano il Presidente nazionale Antonio Di Bella e il Dg della Rete ANMIL, David Mosseri. Ma questa riorganizzazione è un investimento sul futuro. Vogliamo garantire servizi più solidi, moderni e vicini alle esigenze reali dei nostri soci. Molti di loro portano sul proprio corpo e nella propria vita le conseguenze di incidenti sul lavoro che non devono essere dimenticati».

La sfida è duplice: da un lato tutelare la continuità dei servizi essenziali, dall’altro costruire un modello organizzativo più efficiente, capace di rispondere a un’utenza sempre più numerosa e a bisogni sempre più complessi. ANMIL affronta questo passaggio con lo spirito che l’ha sempre contraddistinta: determinazione, senso di responsabilità e un profondo legame con la propria missione storica. «Voler bene all’ANMIL – sottolineano Di Bella e Mosseri – significa sostenere un patrimonio collettivo fatto di diritti, tutela e memoria. Significa aiutare l’Associazione a continuare a essere ciò che è sempre stata: una casa per chi ha subito un infortunio sul lavoro e per le loro famiglie». Il 2026 si apre dunque come un anno di trasformazione, ma anche di rinnovata fiducia. Perché dietro ogni procedura, ogni sportello, ogni pratica, c’è una storia di dolore e riscatto che merita rispetto e protezione.

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