Geometri da record: bilanci d’oro e pensioni che brillano più del laser del topografo

C’è una categoria professionale che, mentre il mondo discute di incertezze economiche, inflazione e mercati volatili, continua a muoversi con la precisione di un teodolite e la solidità di un muro portante. Sono i geometri, che con il Bilancio 2025 della loro Cassa di Previdenza dimostrano ancora una volta di saper fare bene i conti — e soprattutto di saperli far tornare.

Geometri attenti investitori

L’anno si chiude con un avanzo economico di 153,2 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto al 2024. Il patrimonio netto supera i 3 miliardi, un risultato che molte aziende private guarderebbero con invidia. E mentre la spesa pensionistica cresce, il saldo previdenziale resta ampiamente positivo: segno che la categoria non solo si tutela, ma si tutela bene.

Il Presidente Diego Buono lo dice con chiarezza: sostenibilità sì, ma anche prestazioni adeguate. E infatti la recente riforma ha migliorato in modo significativo il tasso di sostituzione delle pensioni. Un geometra con reddito medio di 40 mila euro, grazie alle nuove aliquote e alla retrocessione del contributo integrativo, potrà arrivare a un assegno di 23.500 euro, contro i 18.500 del passato. Una differenza che non si misura con il metro, ma con un sorriso. Il segreto? Una base contributiva solida, investimenti finanziari che rendono, un welfare che cresce e una gestione che sembra uscita da un manuale di ingegneria economica. Il patrimonio copre oltre 5 annualità di pensioni: un cuscinetto che fa dormire sonni tranquilli anche ai più prudenti.

E mentre molte categorie professionali affrontano difficoltà strutturali, i geometri continuano a investire su formazione, giovani professionisti, welfare integrato e cultura previdenziale. Una comunità che non solo costruisce edifici, ma costruisce futuro. Insomma, se qualcuno pensava che i geometri fossero bravi solo con planimetrie e rilievi, il Bilancio 2025 dimostra che sono altrettanto abili nel far crescere un patrimonio collettivo. Precisi, affidabili e — a quanto pare — anche ottimi gestori. Una categoria che non si limita a tracciare confini: li supera.

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