Lavoro: quale futuro ci aspetta con la Quarta Rivoluzione Industriale?

Viviamo in un mondo tecnologico, e questo è chiaro a tutti. Ma ci troviamo in un momento storico in cui si è avviato un processo che porterà a cambiamenti epocali, tanto che alcuni hanno già iniziato a chiamarlo “La Quarta Rivoluzione Industriale”.

Sul mondo del lavoro, infatti, si stanno affacciando nuovi “soggetti”, pronti a rivoluzionare sistematicamente il mercato: stiamo parlando di automazione, robot, algoritmi e Intelligenza Artificiale. Per avere un’idea chiara della situazione attuale e del mondo che ci aspetta nei prossimi 10 anni, l’azienda di recupero dati Recovery Data ha realizzato l’infografica che potete consultare sotto questo articolo. Per comprendere la dimensione del fenomeno, basta dare un’occhiata ai dati relativi alla situazione in cui ci troviamo oggi: in Italia, ad esempio, ci sono 160 robot industriali ogni 10.000 lavoratori, numero che sale a 900 per il settore automobilistico. Chiaramente ci sono settori più coinvolti di altri, ma le previsioni a lungo termine parlano chiaro: nei prossimi 5-10 anni si perderanno circa 7 milioni di posti di lavoro a causa dell’automazione e dell’avvento delle nuove tecnologie. Il 45% delle attività che oggi svolgono gli esseri umani può essere rimpiazzato da tecnologie già esistenti.

La domanda che sorge spontanea alla luce di questi dati è: cosa si può fare? Dopotutto, questa rivoluzione non interessa solo i lavoratori del futuro, ma anche i lavoratori attuali che si ritroveranno a dover far fronte a possibili rimpiazzi e, a volte, licenziamenti. Se le macchine si apprestano a sostituire molti dei lavori fisici che oggi svolgono gli esseri umani, l’unico modo per non soccombere è abbandonare una concezione fisica del lavoro in favore di una più creativa ed emotiva. È quella che da molti viene chiamata la “Rivoluzione delle Skill”, cioè la capacità di rendersi indispensabili per il proprio luogo di lavoro attraverso l’aggiornamento o lo sviluppo delle proprie competenze personali. Saranno sempre più richieste competenze come il problem solving, l’apprendimento dinamico, il pensiero critico, caratteristiche che le macchine e i robot non potranno mai avere (almeno per ora). Volete scoprire quali sono i lavori a rischio, quali non lo sono e quali invece nasceranno nei prossimi anni? Allora date un’occhiata all’infografica qui sotto e all’articolo completo sulla Quarta Rivoluzione Industriale e il futuro del lavoro.

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