Arabia Saudita 2020: la rivoluzione senza il petrolio per fare lavorare i sauditi

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Rivoluzione in Arabia Saudita: vivere senza petrolio già dal 2020. Secondo investireoggi.it  il Principe bin Salman alla presentazione del suo programma di transizione al 2030 ha sostento che Il petrolio non sarà più dominante nell’economia saudita dal 2020.

Il Principe Mohammed bin Salman ha riportato i contenuti del suo “Saudi 2030 Vision”, il piano rivoluzionario, che porterà l’Arabia Saudita a sganciarsi dal petrolio e a trasformarsi in un’economia diversificata entro il 2010. L’80% delle entrate statali del paese arabo deriva dalla vendita di greggio e l’occupazione saudita è molto bassa, (dieci milioni di lavoratori stranieri su 30 milioni di abitanti), Nelle previsioni e auspici del Principe si tiene contro che le donne nel suo Paese non possono lavorare e i sauditi non ne hanno voglia vista la convenienza beneficiare dei proventi dell’oro nero. Per questo i due terzi degli occupati attualmente sono alle dipendenze del settore pubblico e la disoccupazione è sopra l’11%.

MENO SUSSIDI E PIU’ FATICA

Nel futuro del Paese il Principe, figlio di Re Salman, ipotizza che il 2020 sarà l’anno del pareggio di bilancio. Riad sarà in grado di ottenere entrate diverse dal petrolio per 100 miliardi di dollari all’anno, risparmiando al contempo 30 miliardi dal taglio dei sussidi e degli ingenti sprechi pubblici e registrando 10 miliardi di gettito Iva. Secondo Investireoggi, le novità che si prospettano saranno l’introduzione di tasse mai riscosse nel regno fino a oggi, come quelle sui consumi, sui beni di lusso, mentre non è stata prevista alcuna aliquota sui redditi. I sussidi sulla benzina e le bollette della luce verranno tagliati, così come si pagherà il pedaggio in autostrada.

Insomma, la vita non sarà più gratis per i sauditi, che dovranno accettare anche la sfida di trovarsi un lavoro per vivere, un fatto scontato nel resto del pianeta. In un’ottica di incentivo dell’occupazione, il Principe potrebbe aprire anche alle donne. Fosse per lui, riporta investireoggi.it avrebbe riferito in colloqui privati con alcuni leader stranieri, potrebbero anche guidare l’auto, come ai tempi facevano con i cammelli, ma ha lasciato trasparire le resistenze del potente clero wahabita, il più conservatore al mondo.

ORO, ZINCO, FOSFATI E IL 6% DELL’URANIO MONDIALE

Un futuro senza petrolio quindi si prospetta per l’Arabia Saudita (seconda riserve più grandi al mondo dopo il Venezuela, con 260 miliardi di barili). Bin Salman ha ricordato che il Paese possiede anche ingenti quantità di oro, zinco, fosfati, così come il 6% di tutto l’uranio del pianeta. Risorse su cui Riad intende investire. Il regno inoltre si doterà di un fondo sovrano, che dovrebbe arrivare a 2.000 miliardi di dollari, ovvero tre volte il pil attuale saudita. “Entro l’anno prossimo dovrebbe essere quotato in borsa il 5% di Aramco, la compagnia petrolifera statale, il cui valore è stimato in oltre 2.000 miliardi”, riporta investireoggi. Sarebbe l’IPO più grande di sempre al mondo e rappresenterebbe una fetta importante della capitalizzazione della Borsa di Riad, che oggi è pari a poco più di 400 miliardi. ).

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