La sanità cooperativa toscana è un ecosistema che funziona, cresce e mantiene un legame diretto con i territori. Il nuovo report di Fondo Sviluppo per Confcooperative Sanità Toscana racconta un settore che, pur nelle pressioni del sistema salute, mostra una solidità rara. Bilanci stabili, mutualità interna elevata, servizi capillari e una presenza femminile che rappresenta uno dei tratti più distintivi del modello toscano.
Cinque soci su dieci sono donne
Nelle cooperative sanitarie della regione, infatti, cinque soci su dieci sono donne, una quota che sale al 68,5% nelle cooperative a specializzazione sanitaria. È un dato che parla di un protagonismo femminile diffuso, radicato e trasversale alle diverse tipologie di cooperative. Quelle sanitarie a quelle dei medici, dalle farmacie alle mutue.
Il sistema conta 15 realtà attive, distribuite in tutta la Toscana, capaci di coprire l’intera filiera della salute. La dimensione prevalente è quella micro e piccola, ma non mancano realtà medie e grandi, a conferma di un modello che cresce senza perdere il radicamento locale.
Sul piano economico-finanziario, la fotografia è tra le più rassicuranti dell’intero mondo cooperativo regionale. Oltre l’80% delle imprese si colloca nelle fasce di sicurezza e solvibilità, senza casi di rischio o default. Un risultato che testimonia la capacità delle cooperative sanitarie toscane di reggere anche nei momenti più complessi, garantendo continuità ai servizi essenziali. Accanto ai punti di forza, emergono però due sfide decisive: la parità di genere nei ruoli apicali e il ricambio generazionale. Nonostante la forte presenza femminile tra i soci, il 76,9% dei presidenti è uomo. E nessun presidente ha meno di 35 anni. La fascia più rappresentata è quella tra i 46 e i 65 anni, con una quota significativa di over 66.
Toscana all’avanguardia nel panorama nazionale
È un tema che la presidente Anna Batini (nella foto) sottolinea con chiarezza: la cooperazione sanitaria toscana è solida, capillare e credibile. Ma deve aprire più spazio alle donne nei vertici e ai giovani nelle posizioni di responsabilità. Perché il futuro del sistema passa dalla capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
La Toscana, con il suo modello cooperativo, conferma così un ruolo di avanguardia nel panorama nazionale. Un sistema che unisce prossimità, sostenibilità economica e partecipazione dei soci, e che oggi guarda al futuro con la consapevolezza che la qualità dei servizi passa anche dalla qualità della governance.





