DOs and DON’Ts quando chiedi un investimento a un venture capital

 

Intervento di di Glenda Grazioli, Investment Team del fondo di Venture Capital P101

A fine anno i buoni propositi non si sono sprecati. C’è chi si butta sulle diete, chi su nuovi amori e chi nel lavoro. Se il tuo proposito è quello di cambiare vita e dedicarti finalmente alla tua idea di impresa, allora è bene capire come convincere un Venture Capital e far sì che investa nel tuo progetto imprenditoriale.

Ecco quindi 5 tra le cose che devi fare e 5 da non fare quando si racconta il proprio progetto.

1. Prepara un “pitch deck” ben strutturato in cui venga evidenziata la visione, la strategia, il mercato di riferimento, i dati economici, le strategie di sales & marketing ma anche come verranno utilizzati i fondi. La qualità di questo lavoro descrive la qualità che ci si aspetta dalla tua azienda, quindi attenzione ai dettagli

2. Dimostra che comprendi l’importanza di avere un ottimo management team coerente con la strategia della società. Questa è una scelta fondamentale per supportare lo sviluppo del progetto. Se il team non fosse ancora al completo è necessario far vedere che hai le idee molto chiare su come lo costruirai in futuro.

3. Prova che sarai in grado di eseguire ciò che presenti in teoria. Il segreto di una storia di successo sta nell’execution più che nell’idea, cioè come si perseguono concretamente i propri obiettivi e come si attuano le infinite micro decisioni quotidiane; se l’execution non c’è, mancherà continuità tra la tua idea e l’attuazione sul campo.

4. Fai capire che conosci perfettamente il settore in cui operi, i tuoi competitors e anche gli investitori che hanno finanziato aziende simili alla tua: ma soprattutto chiarisci perché ritieni che il fondo di Venture Capital che stai incontrando possa avere il giusto fit per la tua società.

5. Infine identifica (se vi sono) i next steps e cosa ritieni di avere appreso dal confronto con i tuoi (eventuali) futuri azionisti.
Ma attento, nel progettare il tuo meeting considera anche che:

1. Non partire chiedendo al fondo di firmare un Non Disclosure Agreement (NDA). Il fondo non ha intenzione di utilizzare le tue idee da un’altra parte ed inoltre sta probabilmente già analizzando altre opportunità simili alla tua e/o lo farà.

2. L’arroganza non paga. E’ necessario avere un approccio rivolto all’ascolto anche se in prima battuta non si è d’accordo con l’investitore che si ha di fronte. Se ci sarà un’operazione, il fondo diventerà un compagno di viaggio (e azionista!) per anni e, come tale, le interazioni dovranno essere costruttive e rispettose delle idee altrui.

3. Non essere solo ed esclusivamente focalizzati sullo stipendio o sul mantenere la quota di maggioranza in società. I fondi di venture capital non finanziano i lifestyle business ma solo società in grado di moltiplicare (“x” volte) gli investimenti del fondo.

4. Non dichiarare: “La monetizzazione non è importante, voglio solo creare una grande user experience”. Una frase che in pochi possono permettersi. Quindi se di cognome non fai Zuckerberg, Dorsey, Page, Brin è meglio che il tuo progetto si basi su un business model molto solido.

5. Non tentare mai di coprire o alterare la realtà: aiuta a non contraddirsi e a raggiungere prima il risultato.
Pochi piccoli consigli ma utili per beneficiare del trend positivo che si sta registrando in Italia. Stiamo assistendo anche in Italia a una crescita di investimenti nelle startup (133 milioni di euro, +32% rispetto al 2014). Un trend inoltre positivo per tutti, che deve essere seguito e cavalcato non come fenomeno di passaggio ma come dato di fatto strutturale a cui dare intensità e continuità abituandoci a pensarlo con un orizzonte di lungo periodo. Quindi se sei un potenziale startupper, non possiamo che dirti che un buon pitch con un investitore è sicuramente un ottimo punto di partenza per approfittare di questa opportunità che finalmente si sta sviluppando anche in Italia.

P101 è un fondo di venture capital specializzato in investimenti in società digital e technology driven. Nato nel 2013, con una dotazione corrente di oltre 40 milioni di euro e 18 società in portafoglio, P101 si distingue per la capacità di mettere a disposizione degli imprenditori di nuova generazione, oltre a risorse economiche, anche competenze e servizi necessari a dare impulso alla crescita delle aziende. Il fondo, promosso da Andrea Di Camillo – 15 anni di esperienza nel venture capital e tra i fondatori di Banzai e Vitaminic – e partecipato da Azimut, Fondo Italiano di Investimento e numerosi investitori privati, collabora con i maggiori acceleratori privati, tra cui HFarm, Nana Bianca, Boox e Club Italia Investimenti. Tra le partecipate: ContactLab, Cortilia, Tannico, Musement e MusixMatch. Le società partecipate da P101 occupano oggi complessivamente oltre 350 risorse e generano un fatturato in costante crescita e già oggi superiore ai 40M annui. P101 prende il nome dal primo personal computer prodotto da Olivetti, negli anni ’60, esempio di innovazione italiana che ha lasciato il segno nella storia della tecnologia digitale.

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