Dubai, un ponte per i paesi del Golfo

Bastano meno di 100.000 euro all’anno per aprire un ufficio commerciale a Dubai. Ecco le stime di Diacron Group

DSC00116Un universo cosmopolita in cui si intrecciano culture e tradizioni diverse che attira professionisti stranieri da ogni angolo del mondo. Questo è il volto accattivante di Dubai, con i suoi 8,2 milioni di abitanti, di cui ben 7,3 milioni sono espatriati con cittadinanza non emiratina. La comunità italiana si difende bene con circa 7mila persone che hanno deciso di trasferire lavoro e famiglia negli Emirati Arabi. E il loro numero è in continua crescita.

Sì, perché la crisi finanziaria del 2008-2009 non ha scalfito la capacità attrattiva di Dubai. Anzi, l’avvio di numerosi cantieri ha ridato slancio all’economia. Già dal 2010 ci sono stati segnali di ripresa, con una stima di crescita del Pil intorno al 3% (+3,3% nel 2011, +3,5% per il 2012 e, stando agli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, si attende un +3,1% per il 2013). Secondo il Middle East Business Intelligence, solo quest’anno sono stati assegnati a Dubai 29 progetti per un valore complessivo di 9.370 milioni di dollari: dall’espansione dell’aeroporto alla riorganizzazione dell’assetto urbano, dalla realizzazione di una linea del tram fino al grande progetto di Mohammad Bin Rashid City, un’area di 4 milioni di m2 che comprende complessi residenziali, un parco acquatico e sette chilometri di lagune e spiagge artificiali con spazi dedicati allo sport e allo shopping.

Nel fermento della ripresa Dubai si prepara a un futuro da hub. Stabilità politica, risorse petrolifere, politiche per lo sviluppo e facili collegamenti con Europa, Asia e Africa fanno di questo emirato uno snodo logistico strategico per approcciare i mercati dei Paesi del Gcc e la fascia del Nord Africa. Un’area promettente, come dimostrano i rapporti sui singoli Paesi del ministero degli Esteri: dall’Arabia Saudita, con una crescita media annua del Pil del 5% e un’ottima posizione geografica che la rende crocevia tra Africa ed Asia, all’Oman, che offre buone opportunità nel settore delle infrastrutture e ha visto incrementare sensibilmente l’afflusso turistico grazie all’apertura di un volo diretto da Milano e al suo inserimento nelle rotte delle navi da crociera.

A conti fatti, un’opportunità ghiotta di fare business già colta da aziende italiane, anche di medie dimensioni, che operano stabilmente negli Uae. Ora, con un investimento sostenibile da parte di molte aziende, anche le imprese medio piccole possono aprire una propria filiale con una figura professionale dedicata che si occupi dell’esplorazione dei mercati adiacenti e della creazione di nuovi contatti commerciali.

Diacron Group, società di consulenza contabile e fiscale internazionale, ha calcolato che un investimento diretto a Dubai per un anno potrebbe costare dai 100mila ai 150mila euro. La voce di spesa più significativa è rappresentata da alloggio e compenso del manager incaricato, che può variare molto a seconda del settore e delle competenze richieste. Nel “pacchetto” sono comprese le spese di gestione della filiale, tra cui l’affitto di un ufficio con relative utenze, il costo di un’autovettura, le assicurazioni dipendenti, oltre ai costi burocratici di registrazione della società. «Notiamo che il numero delle aziende italiane che decidono di stabilire un ufficio regionale a Dubai sta aumentando», spiega Lorenzo Bagnoli, consulente Diacron a Dubai. «Molte aziende si rendono conto che per avere un maggiore sviluppo del portafoglio clienti in Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein è necessaria una presenza fisica costante in questa regione. Partecipare alle fiere di settore è sicuramente il primo passo, ma dall’Italia non sempre è agibile o proficuo gestire i rapporti commerciali con i possibili partner locali. Per dare continuità la soluzione migliore è alla fine quella di avere una presenza fisica in loco, seppur minima ma costante. Avere un proprio manager di riferimento che sia in grado giornalmente di andare a trovare i clienti di persona garantisce molti più risultati che non gestire i rapporti da remoto».

I vantaggi sono anche di carattere economico: «Il fatto di partecipare in un anno a 3-4 fiere di settore nell’area Gcc e inviare regolarmente gli export manager dall’Italia nella regione comporta una spesa complessiva che in taluni casi non disterà molto da quella richiesta per impiantare un ufficio commerciale».

Per chi sceglie la strada dell’investimento diretto meglio affidarsi a degli esperti che sappiano consigliare la soluzione migliore. «Diacron supporta le aziende italiane nel loro percorso di internalizzazione a partire dalla fase di analisi di fattibilità del progetto, dall’individuazione della giusta giurisdizione e forma societaria, fino a completare tutto il processo di start up», continua Lorenzo Bagnoli. «Diacron collabora inoltre con società locali di recruitment per aiutare le aziende a individuare il manager locale più adatto, a meno che non abbiano già un italiano di fiducia disposto a trasferirsi. Una volta che la società entra nella successiva fase operativa, Diacron offre il suo supporto continuativo fornendo servizi contabili e amministrativi in ourtsourcing».

Con la diversificazione dello sviluppo economico sono diversi i settori merceologici per i quali Dubai offre buone opportunità di crescita. Per quanto riguarda i prodotti del made in Italy, porte aperte per l’agro-alimentare, arredamento e design abitativo, cosmetici, abbigliamento e calzature di alta gamma, materiali da costruzione, nautica da diporto, prodotti e macchinari nei settori energetico, elettrotecnico e meccanico, sistemi e attrezzature per la difesa.

Diacron Group

Fondato nel 1995, il gruppo Diacron è una società di consulenza internazionale che offre servizi di natura fiscale, contabile e di revisione. Oltre a uffici di rappresentanza in Italia ha sedi operative localizzate in Bulgaria, Cina, Emirati Arabi, Hong Kong, Regno Unito, Svizzera e Turchia. Il gruppo opera anche come casa editrice con il marchio Diacron Press che pubblica testi incentrati su temi di business internazionale, saggistica, geopolitica, paesi emergenti, globalizzazione finanziaria, manualistica fiscale.

Per info: www.diacron.eu

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