Bonomi alla guida di CEIR per guardare al futuro con più ambizione

La nomina di Sandro Bonomi alla Presidenza di CEIRTaps & Valves Europe segna un passaggio di grande rilievo per l’intera industria europea del valvolame e della rubinetteria. Per capire il peso di questa elezione, bisogna partire da chi è Bonomi. Imprenditore di lungo corso è figura di riferimento del settore e Presidente di AVR, l’associazione italiana dei costruttori di valvole e rubinetti. Un comparto che in Italia vale 9,55 miliardi di euro, con oltre il 60% di export, e che rappresenta una delle eccellenze manifatturiere del Paese.

Bonomi guarda in grande

CEIR, la Federazione europea che riunisce produttori di valvole industriali, valvole per l’edilizia e rubinetteria sanitaria, è un organismo centrale per la competitività del settore. In Europa, infatti, la concorrenza è sempre più forte: da un lato i grandi produttori asiatici, dall’altro i colossi nordamericani. In mezzo, un’industria europea che deve difendere qualità, innovazione e autonomia strategica. È in questo scenario che si inserisce la Presidenza Bonomi, con un mandato che punta a trasformare CEIR da semplice autorità tecnica a vero attore politico-industriale.

Bonomi porta in CEIR una visione molto chiara: rafforzare la rappresentanza dell’intera filiera, dare voce a tutti gli attori – produttori, fornitori, università, integratori. E inoltre costruire una piattaforma europea capace di incidere sulle regole che guideranno il futuro del settore. La sua strategia si muove su due orizzonti: proteggere la competitività industriale fino al 2030 e, allo stesso tempo, posizionare il comparto come infrastruttura strategica per la gestione dell’acqua. Oltre alla sicurezza degli impianti, la transizione energetica e l’economia circolare.

Un dialogo con le potenze manifatturiere

Un passaggio chiave sarà l’attivazione dell’International Valve and Taps Alliance (IVTA). Quest’alleanza globale permetterà a CEIR di dialogare con le principali potenze manifatturiere, ridurre il rischio regolatorio e accelerare l’innovazione. È un modo per dare all’Europa un ruolo più forte in un mercato dominato da competitor come i grandi gruppi asiatici e americani, che negli ultimi anni hanno aumentato capacità produttiva e pressione sui prezzi.

Il settore europeo, però, ha un vantaggio competitivo unico: qualità, sicurezza, innovazione e una filiera integrata che pochi altri Paesi possono vantare. CEIR, sotto la guida di Bonomi, vuole trasformare questi punti di forza in una strategia comune, capace di sostenere le imprese nella transizione sostenibile e nella digitalizzazione dei processi produttivi. Il messaggio del nuovo Presidente è chiaro. CEIR non deve più limitarsi ad adattarsi alle regole europee, ma contribuire a scriverle. Portare ai decisori politici dati, tecnologie e soluzioni concrete significa dare al settore un ruolo attivo nella definizione delle politiche industriali, energetiche e ambientali dei prossimi anni.

Per l’Italia, la nomina di Bonomi è un riconoscimento del peso del nostro Paese nel settore. AVR, parte di ANIMA Confindustria, rappresenta un comparto che esporta oltre il 60% della produzione e che contribuisce in modo significativo alla meccanica italiana. Insomma un settore da 59,1 miliardi di euro di fatturato e 224.000 addetti.

 

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