I nativi digitali hanno bisogno di nuove tecnologie

Carsten_BruhnLa maggior parte degli studenti di oggi si possono definire a ragione dei nativi digitali. Tutti loro si aspettano che le università e gli istituti scolastici dispongano di tecnologie avanzate. Da una ricerca sponsorizzata da Ricoh Europe emerge che i dirigenti del settore dell’istruzione sono ottimisti riguardo all’innovazione tecnologica, ma mettono in evidenza alcuni aspetti che frenano il cambiamento,  come ad esempio l’eccessiva burocrazia.La strategia di crescita Europa 2020 include il programma Rethinking Education e la Open Up Education Initiative che dimostrano come l’istruzione sia un aspetto fondamentale per fare diventare l’Unione Europea più produttiva e innovativa.Il settore dell’istruzione sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti per quanto riguarda ad esempio la maggiore diffusione dell’apprendimento a distanza. Ma quale è l’atteggiamento dei dirigenti del settore dell’istruzione nei confronti dell’innovazione tecnologica? Cosa si aspettano gli studenti? A quale velocità si muove questo settore?

Da nativi digitali a studenti digitali

Da una ricerca condotta dall’Economist Intelligence Unit (EIU) e sponsorizzata da Ricoh –  www.ricoh.it – è emerso che un quarto dei dirigenti del settore dell’istruzione è convinto che le nuove tecnologie, come ad esempio la realtà aumentata, ricoprono un ruolo importante nell’ambito dell’insegnamento migliorando le prestazioni del settore e l’esperienza degli studenti. “La maggior parte degli studenti sono nativi digitali”, dice Carsten Bruhn, executive vice president di Ricoh Europe, “si aspettano che le università garantiscano tecnologie avanzate. I dirigenti di questo settore riconoscono l’importanza della tecnologia per introdurre maggiore velocità ed efficienza, hanno un atteggiamento positivo nei confronti della tecnologia, ma ci sono questioni da risolvere per evitare il rischio che vi sia un impatto negativo sul raggiungimento degli obiettivi futuri degli istituti scolastici. Non dimentichiamo che ai dirigenti viene chiesto di fare di più con meno risorse. La ricerca mostra che quasi tutti loro (98%) si sentono sotto pressione perché viene chiesto non solo di introdurre cambiamenti ma anche di farlo rapidamente per far fronte alle richieste degli studenti”.

Eccessiva burocrazia e visione frammentata

Molti istituti scolastici trovano difficile aumentare l’agilità e la velocità mediante la tecnologia a causa dell’eccessiva burocrazia nei processi decisionali e della visione frammentata degli stessi processi. Il risultato è che il settore fatica a introdurre cambiamenti e a innovare le modalità operative.”Questi freni potrebbero avere un impatto negativo sugli obiettivi futuri degli istituti scolastici, sulla crescita del settore e sull’innovazione come driver del successo”, prosegue Bruhn. “Sempre più il successo di un istituto scolastico si basa sulla sua capacità di garantire efficienza e servizi agli studenti di elevata qualità, aspetti che potrebbero essere migliorati grazie alla tecnologia e all’ottimizzazione dei processi”.

I manager del settore sono consapevoli della necessità di trasformare le attività del back-office che spesso sono ancora basate su documenti cartacei. Ai dirigenti è stato chiesto di identificare le aree che richiedono cambiamenti immediati; le risposte più frequenti sono state:

– migliorare i processi legati al core business (44%)

– assumere nuovo personale (42%)

– implementare nuove tecnologie (40%).

I dirigenti riconoscono l’importanza di introdurre una maggiore velocità ed efficienza. La tecnologia apre nuovi orizzonti e i manager devono riuscire a focalizzarsi sui processi “core” e a percorrere la strada della digitalizzazione in modo che i materiali didattici e i documenti amministrativi siano sempre disponibili. La velocità del cambiamento è fondamentale per sviluppare programmi didattici di successo. I dirigenti del settore sono supportati da iniziative e innovazioni tecnologiche che facilitano loro il raggiungimento degli obiettivi.

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