Goj: “Tutelare l’arte e la cultura significa tutelare un diritto umano”

Milo Goj, direttore della testata on line L’Incontro, nonché professore di semiotica, collezioni museali e marketing communication presso l’Accademia di belle arti milanese Acme, non ha dubbi: chi ha a cuore il patrimonio artistico-culturale (inteso sia a livello di testimonianza storica, sia di attività contemporanee) si comporta in modo socialmente responsabile. Nato a Milano nel 1959, laurea in economia aziendale presso l’Università Bocconi, Goj ha sempre coltivato tre grandi passioni.

Innanzitutto il giornalismo: ha diretto per una decina d’anni Espansione, lo storico mensile economico del Gruppo Mondadori, oltre a testate come Il Valore, Tempo Economico, Axa Art e The Map Report. Poi l’insegnamento accademico-universitario. Prima dell’attuale incarico in Acme, è stato per nove anni professore a contratto di Tecniche della comunicazione di massa presso la Facoltà di sociologia dell’Alma Mater di Bologna. Infine la visual art, tanto da fondare nel 2009 ArtRelation, società specializzata nella consulenza a 360 gradi per tutto quello che concerne l’arte visiva, soprattutto moderna e contemporanea.

Professore, non è eccessivo assimilare arte e cultura a un diritto umano?

“Non lo dico soltanto io. Lo ha stabilito anche, già nel 2005, la convenzione europea di Faro, ratificata in Italia nel 2020. Del resto, quando nel febbraio del 2022 è stato modificato l’articolo 9 della nostra costituzione, la tutela dell’ambiente e delle biodiversità è stata abbinata a quella del patrimonio artistico-culturale”.

Questa visione è recente o trae origini nella Storia?

“Ha spesso caratterizzato gli uomini di Stato di grande levatura di tutte le epoche. L’imperatore Augusto aveva affidato a Mecenate, il suo collaboratore più fidato insieme ad Agrippa, il compito di creare consenso al suo regime promuovendo l’arte. Anche se in realtà più la poesia che l’arte visiva. Cesare de’ Medici, nonno di Lorenzo il Magnifico, nel suo testamento spirituale invitò gli eredi a proteggere gli artisti, a costruire palazzi e ad abbellirli con le opere dei maestri della pittura e della scultura. Secondo il fondatore della dinastia medicea, era quella la strada migliore per farsi amare dai fiorentini. Napoleone, nelle Mémoires, scrive che forse la sua impresa più gloriosa è stata il ritrovamento di tesori culturali durante la campagna d’Egitto”.

Tornando a oggi, il mondo delle imprese come si comporta nei confronti di arte e cultura?

“Tutte le aziende aspirano a essere considerate socialmente responsabili. La via più seguita in questi anni è stata la ricerca della sostenibilità ambientale. Le imprese più innovative hanno però ben compreso che anche promuovere l’arte è un’azione fortemente responsabile. Ho contribuito con la mia ArtRelation a organizzare un evento artistico che si svolge proprio oggi.

Protagonista è Roseto, società milanese specializzata nell’immobiliare di lusso e nelle locazioni di prestigio. La società ha realizzato all’interno del complesso Garibaldi 95, sede del suo head quarters, la Galleria edificio classico, dove nel tardo pomeriggio di oggi si inaugura la mostra “Pittura”, di Domenico Piccolo. Eloquenti le parole dell’Ad Rocco Roggia: “riteniamo una priorità per il nostro gruppo l’impegno nel sostenere in modo attivo arte e cultura”.

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