Tecno porta la sostenibilità della moda a Firenze

A Firenze, città che già di suo vive tra bellezza e artigianato, Tecno ha deciso di aggiungere un ingrediente nuovo: la sostenibilità digitale. E lo ha fatto riunendo brand, façonisti, accademici e operatori della filiera in un Executive Roundtable, Attorno allo stesso tavolo moda, tecnologia e ricerca. Un mix che, a leggerlo così, sembra un cocktail improbabile, ma che in realtà funziona benissimo.

La moda oggi non può più limitarsi a essere bella

La moda oggi non può più limitarsi a essere bella: deve essere tracciabile, verificabile, misurabile. Le normative europee lo chiedono, i consumatori lo pretendono, e le aziende – volenti o nolenti – devono adeguarsi. La vera sfida? Trasformare questa richiesta di trasparenza in un vantaggio competitivo, non in un peso burocratico. È qui che entra in scena Tecno, con il suo approccio SustainTech:. Usare la digitalizzazione per rendere la sostenibilità una leva industriale, non un obbligo da spuntare. Come ha spiegato Salvatore Amitrano, CFO e CInO del gruppo, la tracciabilità non serve solo a “fare i bravi”: serve a capire dove si annidano inefficienze, dipendenze, costi nascosti. In altre parole, la sostenibilità diventa un modo per proteggere i margini. Altro che greenwashing.

Fabio Iraldo della Scuola Superiore Sant’Anna ha ricordato che la performance ambientale si misura con dati solidi, analisi del ciclo di vita e scelte fatte prima che diventino irreversibili. E che nella moda, più che altrove, il lavoro di distretto è fondamentale: la sostenibilità non si costruisce da soli, ma insieme.

Sennait Ghebreab dell’Istituto Marangoni ha aggiunto un punto cruciale: la Social Transparency è parte del valore del prodotto. Non basta dire “siamo sostenibili”: bisogna dimostrarlo con condizioni di lavoro verificate, due diligence continua e approvvigionamento inclusivo. Non è più un programma temporaneo: è un pezzo strutturale del modello industriale.

Il confronto fiorentino ha permesso di validare la ricerca che confluirà nel white paper “Sustainability in Fashion Value Chains”, in uscita a settembre durante la Milano Fashion Week. Un documento che promette di diventare una guida pratica per chi vuole fare moda in modo moderno, responsabile e competitivo. Tecno, dal canto suo, continua a spingere sulla Twin Transition: digitale e sostenibile insieme. Con oltre 4.600 clienti, un modello di business basato su dati misurabili e un tasso di fidelizzazione del 99%, il gruppo punta a esportare il suo approccio SustainTech in Europa, costruendo il primo polo continentale dedicato alla sostenibilità.

In sintesi: a Firenze non si è parlato solo di moda, ma di futuro. E se la moda vuole restare rilevante, dovrà imparare a raccontare non solo cosa produce, ma come lo produce. Con un po’ di tecnologia, molta collaborazione e – perché no – anche un sorriso.

 

Nella foto Claudio Colucci, AD di Tecno, e Giovanni Lombardi, Presidente della società.

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