Il tech cinese sta vivendo una fase di trasformazione profonda. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno accelerato la nascita di due ecosistemi tecnologici sempre più separati, con filiere, clienti e investimenti distinti. In questo scenario, il comparto tecnologico cinese diventa una componente interessante e complementare da inserire in portafoglio, soprattutto perché tratta a valutazioni generalmente inferiori rispetto al Nasdaq. E offre accesso a segmenti difficilmente replicabili in Occidente: memorie domestiche, chip AI, robotica umanoide e tecnologie pensate per sostituire le importazioni occidentali.I
Il cuore dell’ecosistema è lo STAR Market di Shanghai
Secondo Giovanni Buffa, Portfolio Manager, AcomeA SGR il cuore di questo ecosistema è lo STAR Market di Shanghai. La piattaforma che dal 2019 ha aperto le porte alle società hard‑tech con requisiti più flessibili. Le Borse di Shanghai e Shenzhen riflettono soprattutto la componente hardware: semiconduttori, apparecchiature per la produzione di chip, batterie, automazione, componentistica per data center e veicoli elettrici. Le grandi piattaforme internet — Alibaba, Tencent, Baidu, JD.com, Meituan — restano invece concentrate a Hong Kong, frutto di una scelta storica che ha portato molte società digitali a quotarsi all’estero.
Nel tech cinese e il quadro è cambiato
Il crackdown regolatorio del 2020‑2022 e il rischio di delisting negli Stati Uniti hanno spinto diverse società a spostarsi verso Hong Kong o il mercato domestico. Lo STAR Market è diventato così il punto di riferimento per le quotazioni hard‑tech, sostenuto da una politica industriale che punta all’autosufficienza tecnologica.
Il confronto con il Nasdaq mostra un andamento divergente. Le piattaforme internet hanno sofferto per incertezza regolatoria e rallentamento della domanda interna. Mentre molte società dei semiconduttori hanno registrato performance superiori dal 2023, spinte dagli investimenti pubblici e dalla domanda legata all’intelligenza artificiale. La pipeline di IPO è tra le più ricche al mondo. La quotazione più attesa è quella di CXMT, principale produttore cinese di memorie DRAM e quarto operatore globale, seguita da YMTC, leader nelle NAND. Nella robotica sono in arrivo Unitree Robotics, Agibot e Galbot. Nel settore AI si preparano a debuttare Kunlunxin (divisione chip di Baidu), T‑Head (chip di Alibaba), Moonshot AI e DeepSeek, che promettono di svelare i reali costi operativi dei modelli open‑weights e di ridefinire i multipli di valore nella sfida con i modelli proprietari di Anthropic e OpenAI.
Tre dossier emergono come strategici: memorie, robotica umanoide e modelli di IA
Il mercato globale delle memorie vive una fase di squilibrio: la domanda di DRAM cresce con l’espansione dell’AI, mentre i grandi produttori hanno concentrato gli investimenti sulle memorie HBM, lasciando capacità insufficiente sulle DRAM tradizionali. In questo contesto CXMT sta diventando un fornitore alternativo credibile, con Apple che starebbe testando le sue memorie. La robotica umanoide è un altro fronte caldo: nel 2025 i produttori cinesi hanno rappresentato l’85‑90% delle spedizioni mondiali, con Unitree e Agibot che hanno superato le 10.000 unità. Infine, le IPO di DeepSeek e Moonshot AI potrebbero sbloccare miliardi di investimenti e offrire una fotografia dettagliata delle economie di scala cinesi nell’AI. Il tech cinese, con la sua combinazione di valutazioni più contenute, politiche industriali aggressive e un ecosistema in rapida espansione, rappresenta oggi un’esposizione complementare per chi costruisce portafogli globali. E inoltre vuole guardare oltre i confini del Nasdaq.



