Il 12 settembre è entrato in vigore il Data Act dell’Unione Europea, segnando un passaggio cruciale nella gestione e nella governance dei dati. In un contesto globale sempre più frammentato dal punto di vista normativo, il concetto di sovranità diventa centrale per imprese e cittadini.
Il nuovo regolamento impone un cambio di paradigma. Le aziende dovranno adottare architetture flessibili, interoperabili e localizzate, capaci di rispondere alle esigenze normative e operative dei singoli territori. Ovvero vale il principio secondo cui e info sono soggetti alle leggi del Paese in cui vengono raccolti o archiviate.
Cosa cambia con il Data Act
Il Data Act sposta il potere dai fornitori di servizi ai creatori dei dati. Gli articoli 3 e 4 garantiscono agli utenti – privati o aziende – il diritto di accesso diretto ai dati generati dai propri dispositivi. L’articolo 5 consente di condividere le info con terze parti a scelta dell’utente, come concorrenti, enti di ricerca o cooperative locali.
Impatti per le imprese
Come sottolinea Emanuela Grandi (nella foto), Managing Director di Equinix Italia, le aziende devono affrontare nuove sfide:
Compliance normativa su chi può accedere ai dati, dove vengono archiviati e come vengono trasferiti.
Gestione dell’intelligenza artificiale, garantendo che i modelli siano addestrati con dati corretti e autorizzati.
Protezione da lock-in tecnologici, favorendo la portabilità e la concorrenza.
I tre pilastri della sovranità digitale
Equinix identifica tre leve strategiche per affrontare il cambiamento:
Collaborazione tra team IT, legali, compliance e fornitori.
Trasparenza su flussi, accessi e audit dei dati.
Controllo su archiviazione, protezione e gestione delle informazioni.
Dati: un vantaggio competitivo
La sovranità dei dati non è solo una sfida, ma anche un’opportunità. Le imprese che adotteranno un’infrastruttura “naturalmente sovrana”, capace di localizzare senza isolare, saranno più agili, protette e competitive. Come afferma Grandi: “Integrare innovazione e conformità è la chiave per conquistare fiducia e crescere nell’economia digitale”.


