Sfida dell’acqua a Bergamo. Aganova, Amazon e Uniacque insieme

Bergamo conosce bene il problema dell’acqua che si perde prima ancora di arrivare ai rubinetti. Negli ultimi anni, più volte la cronaca ha riportato criticità legate alla scarsità idrica, ai periodi di siccità e alla fragilità delle infrastrutture. Il dato nazionale parla chiaro: oltre il 40% dell’acqua immessa nelle reti italiane si disperde. Una percentuale tra le più alte in Europa, che in territori come quello bergamasco si traduce in un impatto diretto su cittadini, imprese e servizi essenziali. Uniacque, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nella provincia, da tempo lavora per ridurre le perdite nelle condotte più vecchie e più estese. Ma il salto di qualità arriva oggi grazie a una tecnologia che permette di individuare le perdite prima che diventino emergenze.

Aganova: la tecnologia che “ascolta” le tubature

Aganova è un’azienda specializzata nel rilevamento acustico delle perdite nelle condotte di grande diametro. La sua tecnologia, già utilizzata in diversi Paesi, permette di “ascoltare” il flusso dell’acqua e identificare anomalie che indicano una perdita, anche quando non è visibile in superficie. Il sistema utilizza dispositivi intelligenti e algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare i dati in tempo reale e fornire una geolocalizzazione precisa del punto critico. Questo consente interventi mirati, rapidi e meno invasivi, riducendo costi e tempi di riparazione. A Bergamo, Aganova ha già collaborato con Uniacque in attività di monitoraggio e diagnosi delle condotte principali, contribuendo a individuare perdite nascoste e a migliorare l’efficienza della rete.

L’accordo con Amazon: l’IA al servizio dell’acqua

Il nuovo progetto annunciato da Amazon e Aganova porta questa tecnologia a un livello superiore. Grazie ai servizi cloud di AWS, i dati raccolti dai sensori vengono elaborati in tempo reale, permettendo:

analisi acustiche avanzate.

identificazione immediata delle anomalie.

geolocalizzazione precisa delle perdite.

pianificazione degli interventi con maggiore rapidità.

Obiettivo ambizioso

Con questa iniziativa si punta a risparmiare 200 milioni di litri d’acqua all’anno, l’equivalente di 80 piscine olimpioniche o del fabbisogno di circa 1.300 famiglie. Il monitoraggio durerà dieci anni e seguirà la metodologia internazionale Volumetric Water Benefit Accounting, che certifica i benefici idrici dei progetti di riparazione. Il progetto di Bergamo si inserisce inoltre nell’impegno globale di AWS a diventare water positive entro il 2030, restituendo più acqua di quanta ne utilizzi nelle proprie operazioni.

Perché è importante per Bergamo

La provincia è tra le più estese e complesse d’Italia dal punto di vista idrico:

214 comuni serviti.

oltre 1 milione di cittadini.

condotte che attraversano territori montani, collinari e urbani.

infrastrutture con età e materiali molto diversi tra loro.

Ridurre le perdite significa:

garantire maggiore disponibilità di acqua potabile.

diminuire i costi di gestione.

ridurre l’impatto ambientale.

aumentare la resilienza del territorio nei periodi di siccità.

Come ha dichiarato Pierangelo Bertocchi, ceo di Uniacque, il progetto rappresenta un passo decisivo verso una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse idriche.

Un modello che guarda al futuro

Il progetto di Bergamo segue quello avviato da Amazon e Aganova a San Paolo, in Brasile, dove il sistema sta già contribuendo a risparmiare oltre 210 milioni di litri d’acqua all’anno. L’obiettivo è replicare questo modello in altre città italiane, soprattutto dove la dispersione idrica è più elevata. In un momento in cui l’acqua è sempre più un bene prezioso, la collaborazione tra tecnologia, enti pubblici e aziende private mostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto per proteggere un territorio e le sue comunità.

Share
Top