Sardegna, la nautica risponde alle accuse: “Basta fake news”

Dietro ogni barca ci sono persone che amano e difendono quest’Isola, non la distruggono.” Con queste parole, Claudio Denzi, presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna, ha respinto le accuse generalizzate rivolte alla nautica. Sotto accusa i recenti servizi giornalistici nazionali, denunciando l’uso di immagini obsolete e fuori contesto che alimentano una narrazione distorta.

Cento operatori tra Olbia e la Gallura

L’Associazione rappresenta circa 100 operatori tra Olbia e Santa Teresa di Gallura. Denzi sottolinea come il vero problema ambientale sia la pressione antropica a terra, con fino a 6.000 turisti al giorno che approdano su isole fragili come Spargi. Le barche in rada, se regolamentate, non sono la causa principale del degrado.

Proposte concrete per tutelare l’ambiente e garantire una nautica sostenibile

Divieto di sbarco sugli arenili se non a nuoto, per proteggere dune e vegetazione pioniera.

Aumento della tassa di ingresso al Parco e revisione dei metodi di controllo degli incassi.

Divieto di ancoraggio alle mega barche, come già avviene in Francia.

Carbon tax sui motori termici, per finanziare un corpo di vigilanza ambientale.

Regole uguali per tutti, senza deroghe per turisti privati o operatori esterni.

“Non difendiamo i diportisti maleducati, ma tuteliamo i professionisti che rispettano le regole. È irricevibile un divieto di sbarco solo per alcune categorie. Servono regole chiare e controlli seri.”

L’Associazione ha anche denunciato la mattanza dei cinghiali di Spargi, causata dal comportamento irresponsabile dei turisti che alimentano gli animali, violando i divieti. La proposta di accesso alle spiagge solo a nuoto, già avanzata nel 2024, torna oggi come soluzione concreta per preservare l’equilibrio dell’Arcipelago.

Un appello forte e chiaro dalla Sardegna: basta falsi colpevoli, servono azioni condivise per proteggere il mare e il territorio

Share
Top