Nel cuore della Milano Wine Week 2025, la settimana che celebra il vino made in Italy e non solo si è inaugurata venerdì 3 ottobre la mostra bipersonale “Il Vino e il Fuoco”, che vede protagonisti Bernard Aubertin,
figura chiave dell’astrazione europea, e Karina Castorani Gosteva, voce originale della scena contemporanea. La mostra è visitabile presso la sede di Roseto, società specializzata nella locazione di immobili di proprietà, in
un ex convento dal chiostro magistralmente restaurato in Corso Garibaldi 95 a Milano. Visitabile fino al 19 ottobre 2025 e curata dal prof. Milo Goj, la mostra si inserisce nel percorso di Roseto Artwork dedicato alla promozione di arte e cultura in un dialogo continuo tra passato e futuro.
Roseto e Jarvés insieme per l’arte
La mostra è frutto della collaborazione tra le due società immobiliari Roseto e Jarvés, marchio specializzato in intermediazione di immobili di alta gamma. Insieme le due società intendono irradiare cultura e creare connessioni tra le persone, clienti e amici delle due società in una logica di corporate social responsibility, vocata a promuovere e diffondere l’arte. E non solo.
Roseto e Jarvés fanno parte di Hopafin, holding leader in Italia ed in Europa nel settore immobiliare che comprende diverse realtà di settore. Roseto è una società specializzata nella locazione immobiliare, attiva nei comparti luxury, residenziale e vacanziero di lusso. E proprio questa società, di cui Rocco Roggia è Amministratore Delegato, ha ospitato l’evento nello spazio espositivo di Corso Garibaldi 95 a Milano. Quarantacinque anni, ingegnere informatico Rocco Roggia vanta una lunga esperienza nel settore delle telecomunicazioni da dove è
uscito per entrare, circa sei anni fa, nell’azienda Roseto di cui dal 2022 è Ad.
Come nasce Roseto?
Si tratta di un’azienda nata nel 2009 con l’obiettivo di gestire un patrimonio immobiliare di proprietà. Nel corso di questi anni ha via via aumentato il numero di unità immobiliari gestite acquisendo immobili residenziali sia in grandi città sia in provincia.
E come nasce Jarvés?
Dopo una attenta analisi Hopafin ha deciso di lanciare Jarvés per colmare un una tipologia di intermediazione che nel lusso mancava. Nel settore immobiliare il mercato del luxury è guidato da Milano, una vera e propria calamita per investitori provenienti dall’estero. Oltre che nel capoluogo lombardo vengono trattate compravendite e locazioni di numerose unità immobiliari di fascia alta in location di prestigio come Porto Cervo, Madonna di Campiglio, Forte dei Marmi e Costiera Amalfitana. Si tratta di immobili con impianti finiture e arredi di grande valore e adeguati al loro
posizionamento sul mercato.
Disponete quindi di immobili dedicati a locazioni più brevi?
Nel 2022 nasce il brand Roseto Experience, con l’intento di aprire la locazione turistica di lusso a breve termine, iniziando da due località. Una di montagna, Madonna di Campiglio, e una di mare, Forte dei Marmi. Il
progetto di Campiglio Plaza ingloba sia unità commerciali che undici unità residenziali in una iniziativa rivolta agli affitti brevi. A Forte dei Marmi è stata acquisita una antica e storica struttura di oltre 1.000 mq di superficie immersa in 5 mila metri quadrati di parco prospicente il mare ed attualmente in fase di ristrutturazione.
Fare network per coinvolgere la clientela
Con Roseto Experience è stato deciso di avviare diversi ambiti di attività collaterali per coinvolgere e premiare soprattutto la nostra clientela. La prima attività è proprio dedicata al vino che vede questa mostra in corso a
Milano in queste settimane la sua rappresentazione. In Corso Garibaldi abbiamo creato uno spazio dove sviluppare eventi e poter così stimolare la partecipazione della nostra clientela sia milanese sia internazionale. La
cantina del vino è aperta ai nostri clienti che coinvolgiamo in serate a tema. Acquistiamo le etichette più famose e ci incontriamo sotto la guida di un esperto interno che ci segue nelle degustazioni e non solo.
Come nasce il vostro interesse per l’arte?
Nasce dalla passione famigliare e dalla collezione d’arte che possediamo già da parecchi anni. Intendiamo utilizzare questo ramo d’azienda anche per implementare l’arredo delle nostre case in affitto a breve termine. Per questa attività puntiamo quindi su giovani artisti internazionali di cui acquistiamo le opere per poi utilizzarle in fase di allestimento delle nostre unità immobiliari di tipo turistico. L’arte insieme alla cultura vanno tutelate perché hanno la stessa importanza di un diritto umano. E a noi piace l’idea di mostrare l’arte come diritto umano inalienabile.
Il team di Roseto è composto da 28 persone. Alcune unità si dedicano alla parte commerciale immobiliare ed è composto da agenti specializzati nella gestione di immobili di lusso. E’ presente anche un team di architetti che
disegnano i layout, seguono la direzione dei progetti e realizzano i rendering degli immobili che Roseto acquista per poi affittarli. Inoltre sono presenti nel gruppo anche architetti che si occupano dei mobili pensati su misura per ogni singola unità abitativa. E per finire Roseto dispone anche di un team di Facility Management che si occupa della gestione ordinaria e straordinaria degli immobili. Non manca una direzione comunicazione e marketing, e alcuni professionisti che gestiscono i processi e le procedure.
Come è nata la mostra Il vino e il fuoco?
Protagonisti di questa mostra sono Bernard Aubertin, allievo prediletto di Yves Klein, nonché principale esponente in Francia del Gruppo Zero e Karina Castorani Gosteva, una delle artiste più interessanti della millenials
generation. Il curatore della mostra Il vino e il fuoco, professor Milo Goj, ha definito questa accoppiata un abbinamento armonico. “Anche per gli amanti dello champagne”, dice Goj, “il colore che simboleggia il vino è il
rosso. D’altra parte, è vero che le fiamme possono apparire a volte gialle o blu, ma il rosso è il colore del fuoco”. Si tratta quindi di una mostra di atmosfere più che di messaggi, in cui “les oeuvres de feu” di Aubertin
(arricchite da un paio di immancabili “clous”, rigorosamente rossi) aprono la strada ai mixed media dedicati ora al vino ora al fuoco, di Karina Gosteva”. Un passaggio di testimone che ci è apparso del tutto naturale. Nonostante i due artisti provengano da contesti culturali piuttosto distanti, sono uniti dalla necessità di rappresentare la realtà con un linguaggio che abbandona quasi del tutto l’elemento figurativo per abbracciare una rappresentazione plastica, in cui la ripetitività delle forme, l’attenzione agli equilibri degli spazi scatenano
emozioni.







