Robotaxi XPENG: il tassista che non sbaglia mai strada

XPENG ha ufficializzato l’uscita dalla linea di produzione del suo primo Robotaxi realizzato in serie. Un passaggio storico, perché per la prima volta un costruttore automobilistico cinese porta su strada un veicolo autonomo sviluppato interamente in casa. Dal software ai chip, fino alla piattaforma meccanica. Il modello nasce sulla base della XPENG GX e rappresenta la versione più avanzata della visione “Physical AI” dell’azienda, la stessa che alimenta il robot umanoide IRON e l’auto volante.

XPENG avvierà le operazioni pilota nella seconda metà del 2026

Il cuore del Robotaxi è un sistema di guida autonoma di livello L4, alimentato da quattro chip proprietari Turing che garantiscono una potenza di calcolo di 3.000 TOPS. Ma la vera rivoluzione è la scelta di eliminare LiDAR e mappe HD, affidandosi a una soluzione “pure vision” guidata dal modello end‑to‑end VLA 2.0. Questo approccio riduce la latenza sotto gli 80 millisecondi e permette al veicolo di adattarsi a contesti urbani diversi. Anche in città mai “viste” prima. In altre parole, un Robotaxi che non ha bisogno di essere addestrato su ogni singola strada per muoversi in sicurezza. L’abitacolo è pensato per offrire un’esperienza premium. Vetri oscurati, sedili comfort gravity, schermi posteriori e un assistente vocale che permette di controllare funzioni e intrattenimento. Un taxi che non parla, ma ascolta.

XPENG avvierà le operazioni pilota nella seconda metà del 2026, con l’obiettivo di arrivare alla piena operatività senza addetto alla sicurezza entro l’inizio del 2027. Parallelamente, aprirà il proprio SDK Robotaxi, con Amap come primo partner globale.

E per l’Occidente cosa significa?

L’arrivo di un Robotaxi di questo livello apre scenari molto concreti anche per l’Europa. Un veicolo L4 realmente pronto per la produzione industriale potrebbe accelerare l’adozione della guida autonoma nelle nostre città, soprattutto nei contesti dove la domanda di mobilità è alta e il costo del lavoro rende i servizi taxi e NCC sempre più onerosi. Per gli utenti significherebbe viaggi più economici, maggiore disponibilità nelle ore di punta e un servizio uniforme, senza variabilità umana.

Per gli operatori del settore, però, emergono interrogativi importanti

L’introduzione di flotte autonome potrebbe ridurre la richiesta di conducenti professionisti, aprendo un dibattito sul futuro del lavoro nella mobilità urbana. Allo stesso tempo, le amministrazioni dovranno affrontare temi come la regolamentazione, la responsabilità in caso di incidente, la gestione dei dati e l’integrazione con le infrastrutture esistenti. Le nostre città, spesso più complesse e meno “geometriche” di quelle cinesi, richiederanno test approfonditi e un adattamento normativo non banale.

Quanto costerà un Robotaxi XPENG?

XPENG non ha ancora comunicato un prezzo ufficiale. Considerando la piattaforma GX, la dotazione tecnologica e la produzione in serie, gli analisti stimano un valore industriale compreso tra 70.000 e 90.000 euro a veicolo. Il costo per l’utente finale non sarà legato all’acquisto dell’auto, bensì al servizio. Tariffe più basse rispetto ai taxi tradizionali, soprattutto nelle tratte urbane ripetitive, dove la guida autonoma dà il meglio.

Il Robotaxi XPENG non è un prototipo da salone, ma un prodotto industriale pronto a scalare

È il segnale che la guida autonoma sta entrando nella sua fase commerciale, e che la competizione globale si sposterà presto dalle demo alle flotte reali. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, significa prepararsi a un cambiamento che non riguarda solo la tecnologia, ma il modo stesso in cui ci muoveremo nelle città.

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