Ricoh e l’arte urbana: quando un contest fa bene alla città (e al pianeta)

C’è qualcosa di irresistibilmente bello quando un’azienda tecnologica decide di sporcarsi le mani… di vernice. È il caso di Ricoh, che da anni sostiene l’arte come strumento di rigenerazione urbana e di racconto sociale, prima con il Premio Ricoh dedicato ai giovani talenti e oggi con il Ricoh Urban Art Contest, un progetto che unisce creatività, sostenibilità e città in un’unica grande tela a cielo aperto.

Terra Noa di Virdis poesia e cimmediatezza

Il vincitore di quest’anno è Alessandro Virdis, che con la sua opera “Terra Noa” ha convinto la giuria grazie a un linguaggio visivo capace di parlare di ambiente senza diventare didascalico. Un equilibrio raro: poetico, contemporaneo, immediato. Il suo lavoro diventerà un murale vero e proprio, realizzato su uno spazio urbano messo a disposizione dal Comune di Milano, trasformando un angolo della città in un messaggio permanente di sensibilità ambientale.

Milano, del resto, sta diventando una sorta di museo diffuso, e Ricoh è tra gli attori che più hanno contribuito a questa metamorfosi. L’anno scorso il murale dedicato alla Diversity & Inclusion aveva inaugurato un percorso artistico che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo. Un capitolo verde, letteralmente. “Terra Noa” non è solo un’opera: è un invito a guardare la città come un organismo vivo, da proteggere e da immaginare con occhi nuovi.

Ricoh e la rigenerazione di spazi pubblici

Il bello di questo contest è che non si limita a premiare un artista, ma rigenera uno spazio pubblico. L’arte diventa così un gesto collettivo, un modo per restituire bellezza, stimolare conversazioni, far nascere domande. E Ricoh, che da sempre investe in progetti culturali e creativi, conferma la propria vocazione a sostenere linguaggi capaci di parlare a tutti, senza filtri e senza barriere.

Il Premio Ricoh, negli anni, ha dato voce a giovani talenti, illustratori, fotografi, designer. Oggi il Ricoh Urban Art Contest porta quella stessa energia sulle pareti della città, trasformando Milano in un laboratorio di idee e colori. È un modo intelligente e leggero per ricordare che la sostenibilità non è solo tecnologia o processi industriali, ma anche immaginazione, emozione, capacità di vedere il mondo in modo diverso.

Il murale di Virdis sarà un nuovo tassello di questa narrazione urbana. Un’opera che parla di ambiente, certo, ma anche di futuro, di responsabilità e di quella magia che solo l’arte sa creare: farci fermare un attimo, alzare lo sguardo e pensare.

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