E’ nato un progetto innovativo, frutto dalla collaborazione tra B Side Lab – laboratorio di neuromarketing – e 2WATCH, content factory ed entertainment company. Il progetto ha indagato come il pubblico reagisce agli spot pubblicitari creati con l’Intelligenza Artificiale rispetto alla pubblicità creata da persone reali.
Obiettivo del progetto
Comprendere in profondità le reazioni cognitive ed emotive del pubblico, offrendo alle aziende strumenti neuroscientifici per orientare le strategie di comunicazione.
Il test
Tre spot Food & Beverage, sia in versione originale che ricreati in AI, sono stati analizzati su un campione profilato di 30 persone. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
Avvertimento IA: informati preventivamente che avrebbero visto contenuti generati da AI.
No avvertimento: nessuna informazione preventiva.
Le analisi sono state condotte con tecniche di neuromarketing come EEG, Eye Tracking e conduttanza cutanea.
Principali risultati della ricerca
L’aspettativa amplifica l’emozione: sapere di vedere contenuti AI genera risposte mentali più intense, sia per spot reali che artificiali.
L’autenticità vince senza avvertimento: gli spot reali coinvolgono di più quando non si sa che si tratta di AI, grazie alla riconoscibilità dei volti e all’empatia.
Scene di consumo attivano il Sistema di Rispecchiamento: sia spot reali che AI generano una risposta positiva quando mostrano il consumo del prodotto.
Volti ed espressioni spontanee fanno la differenza: gli spot reali suscitano maggiore empatia quando il focus visivo è sui protagonisti.
Lo sforzo cognitivo aumenta con l’avvertimento: sapere che si sta guardando contenuti AI porta il cervello a cercare attivamente segnali di autenticità.
Le voci del progetto
“Sapere di interagire con un contenuto AI porta a risposte più positive, ma l’empatia resta legata all’elemento umano.” Ha detto Carlotta Perlini, neuromarketing consultant, B Side Lab ( nella foto).
“La pubblicità efficace nasce dalla spontaneità delle emozioni, non dalla perfezione visiva.” Dice Elena Sabattini, fondatrice, B Side Lab.
“L’AI è già presente e funzionale. La vera rivoluzione è creativa: liberare la comunicazione dai vincoli produttivi.” Ha detto Fabrizio Perrone, CEO & founder, 2WATCH.
Origine del progetto
Il progetto è nato da una proposta lanciata su LinkedIn da Flavia Rubino, marketing executive e formatrice, che ha coinvolto B Side Lab e 2WATCH in una sfida: esplorare il potenziale dell’AI nella pubblicità attraverso il neuromarketing. In conclusione l’elemento umano resta insostituibile per generare empatia, ma l’AI si dimostra un alleato potente per obiettivi specifici e per sperimentare nuovi linguaggi. La tecnologia non sostituisce la creatività: la amplifica.




