La storia del telemarketing in Italia è una lunga corsa tra innovazione, abitudini commerciali e – soprattutto – tentativi di regolamentazione. Per anni le telefonate promozionali sono state uno dei canali più usati dalle aziende per raggiungere i clienti. All’inizio erano percepite come un servizio: un modo rapido per ricevere offerte, informazioni, proposte. Poi, con il moltiplicarsi degli operatori e l’arrivo di call center sempre più aggressivi, il confine tra informazione e disturbo si è assottigliato fino quasi a sparire.
Da qui è iniziata una stagione di norme, registri, divieti e tutele. Prima il Registro delle Opposizioni, poi le regole più severe per energia e gas, e ora – da giugno – una novità che cambia davvero il quadro. Il divieto di telefonate commerciali non richieste viene esteso anche alle telecomunicazioni, come richiesto da tempo da associazioni e utenti. È un passaggio importante, perché i settori energia e telco oggi lavorano spesso con offerte convergenti e gli stessi canali di vendita. Avere regole diverse non aveva più senso.
Secondo Asstel, l’associazione che rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, questa uniformità normativa è un passo avanti per tutto il mercato. Pietro Labriola, presidente dell’associazione, ha spiegato che la misura aumenta la trasparenza, riduce gli abusi e rafforza la fiducia dei cittadini verso gli operatori autorizzati. In altre parole, meno telefonate indesiderate e più chiarezza nei rapporti commerciali.
Se i servizi sono sempre più integrati, anche le tutele devono esserlo
Le associazioni dei consumatori hanno accolto la novità con soddisfazione. Federconsumatori, ad esempio, ha ricordato che “la tutela dei consumatori non può cambiare da un settore all’altro”. Anche altre sigle hanno sottolineato la necessità di regole chiare e coerenti, capaci di colpire chi opera fuori dalle norme e di proteggere chi, invece, lavora correttamente. Il messaggio è semplice: se i servizi sono sempre più integrati, anche le tutele devono esserlo.
Da giugno, quindi, il telemarketing entra in una fase nuova. Le telefonate non richieste saranno più difficili da fare e più facili da contestare. Gli operatori dovranno puntare su canali trasparenti, autorizzati e verificabili. E gli utenti potranno contare su un livello di protezione più uniforme, indipendentemente dal tipo di servizio offerto. È un cambiamento che non elimina il telemarketing, ma lo rende più civile, più controllato e più rispettoso. E forse, dopo anni di squilli indesiderati, è proprio ciò che serviva.

