Prato conquista la moda: boom di visitatori per Alaïa e Balenciaga

La mostra Azzedine Alaïa, Cristóbal Balenciaga Scultori della forma ha trasformato Prato in una delle capitali italiane della moda d’autore. I numeri parlano chiaro. Ben 28.109 visitatori in cinque mesi, dal 25 ottobre 2025 al 3 maggio 2026, con una media di 170 ingressi al giorno e oltre diecimila presenze concentrate nei weekend. Un risultato che supera il precedente record della mostra sui kimono giapponesi. E conferma il ruolo del Museo del Tessuto di Prato come uno dei poli culturali più dinamici e riconosciuti del Paese.

A Prato il successo non è casuale

L’esposizione, curata da Olivier Saillard è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Azzedine Alaïa e i Balenciaga Archives di Parigi. Ha portato in città cinquanta abiti scultorei dei due couturier che hanno ridefinito la silhouette femminile nel Novecento. Un allestimento raffinato, un dialogo tra forme, volumi e architetture tessili, e un racconto che ha incantato visitatori provenienti da tutta Italia, scuole, università e istituti di moda.

Per Prato, città che vive di tessile e creatività, questa mostra ha rappresentato molto più di un evento culturale. E’ stata un catalizzatore di attenzione nazionale, un volano per il turismo e un’occasione per riaffermare la propria identità come capitale italiana del tessuto. E soprattutto della ricerca sui materiali. La presidente della Fondazione Museo del Tessuto, Fabia Romagnoli, ha sottolineato come l’esposizione sia stata “un segnale positivo per la città in un periodo complesso”. Mentre il direttore Filippo Guarini ha ricordato il percorso di crescita del Museo, che negli ultimi anni ha portato a Prato mostre di livello internazionale dedicate a Walter Albini, Gianfranco Ferré e alla Swinging London.

Il successo è stato possibile grazie a una rete di partner pubblici e privati che hanno creduto nel progetto. Dal Comune di Prato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Estra, Arché, Marini Industrie, Balli, Gruppo Colle, Lyria, Confindustria Toscana Nord, Banco BPM . Oltre a cinquanta aziende del territorio riunite nei Textile Lovers, un esempio virtuoso di collaborazione che rafforza l’identità produttiva e culturale della città.

Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza

Il Museo del Tessuto ha già annunciato l’intenzione di proseguire con una programmazione di scala nazionale. Una programmazione per valorizzare il distretto e consolidare la reputazione della città come luogo dove la moda non si limita a essere prodotta, ma viene raccontata, studiata e celebrata.

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