Il Brasile sta vivendo una fase di crescita che lo rende uno dei mercati più interessanti per le imprese italiane. Soprattutto per quelle che operano nei macchinari, nell’agritech, nelle tecnologie industriali e nelle soluzioni ambientali. Con un PIL che supera i duemila miliardi di dollari e una popolazione di oltre duecentodieci milioni di persone, il Paese rappresenta la principale economia del Mercosur . E un partner naturale per l’Italia, grazie alla complementarità tra domanda locale e competenze industriali italiane. Il nuovo paper di Deloitte analizza proprio questo scenario. Evidenzia come l’entrata in applicazione provvisoria dell’Accordo UE‑Mercosur stia aprendo una finestra di opportunità che le imprese più rapide potranno cogliere con vantaggio competitivo.
Il Brasile ospita 1300 imprese italiane
Dal report emerge con chiarezza la necessità di rafforzare la presenza italiana in Brasile, soprattutto in un momento in cui il nuovo quadro commerciale riduce barriere, aumenta la certezza normativa. E inoltre favorisce l’integrazione delle catene del valore. Il Brasile è già il secondo partner commerciale dell’Unione Europea in Sud America e ospita oltre millecento imprese italiane. Gli nvestimenti superano i tredici miliardi di euro. Questo dimostra che il terreno è fertile, ma anche che la concorrenza internazionale è sempre più forte.
I settori in cui le PMI italiane possono trovare spazi immediati
I macchinari e le tecnologie per la produzione rappresentano un ambito in cui l’Italia è già molto presente, con esportazioni che hanno superato i due miliardi di dollari. L’agritech è un altro settore strategico, grazie alla vastità delle terre coltivabili brasiliane e alla crescente domanda di soluzioni che migliorino produttività e sostenibilità. L’energia è un capitolo a parte, con investimenti previsti per quasi cinquecentosettantacinque miliardi di dollari e una produzione elettrica già basata per oltre l’80% su fonti rinnovabili. Infine, le tecnologie ambientali offrono opportunità legate alla gestione delle risorse e all’efficienza dei processi industriali, temi centrali per il governo brasiliano.
Il ritardo nella ratifica dell’Accordo UE‑Mercosur ha già generato costi significativi per l’Europa e per l’Italia, che tra il 2021 e il 2025 ha perso oltre trentatré miliardi di dollari di PIL potenziale. La fase di applicazione provvisoria rappresenta quindi un momento decisivo. Le imprese che sapranno muoversi ora potranno beneficiare di un accesso più semplice al mercato, di una maggiore stabilità normativa e di un contesto favorevole alla costruzione di partnership industriali di lungo periodo.
Il Brasile offre scala, risorse, energia pulita e un ambiente dinamico per l’innovazione
L’Italia porta competenze industriali, tecnologie avanzate e un tessuto produttivo capace di creare valore. Il paper di Deloitte mostra come questa complementarità possa trasformarsi in crescita concreta, a patto che istituzioni e imprese agiscano in modo coordinato e tempestivo. Per le PMI italiane, il momento è ora.


