PHI12 non è una piscina. È un’opera architettonica e tecnologica che ridefinisce il concetto stesso di immersione. Con l’ingresso del primo litro d’acqua, avvenuto il 10 agosto sotto il cielo della notte di San Lorenzo, la struttura ideata dall’architetto Emanuele Boaretto entra nella sua fase più delicata e affascinante: il collaudo. Da questo momento PHI12 non è più un progetto. E’ un organismo che prende vita, pronto a diventare uno dei luoghi più innovativi al mondo per attività subacquee, ricerca scientifica, formazione specializzata e produzioni cinematografiche.
PHI12 nasce come evoluzione naturale di Y‑40 The Deep Joy, la piscina termale più profonda al mondo. Ma ne supera i limiti. Si tratta di un cilindro di 12 metri di diametro, una profondità che supera i 44 metri, 4,7 milioni di litri d’acqua termale. Un investimento di 15 milioni di euro e il primo ascensore panoramico al mondo inserito in una struttura acquatica profonda. È un’opera pensata per accogliere ciò che finora non aveva un luogo: test aerospaziali, ricerca medico‑subacquea, esercitazioni di soccorso, prove industriali, grandi set cinematografici.
PHI12 è progettata per essere vissuta anche da chi non si immerge
A cinque metri di profondità, una vetrata anulare permette ai visitatori di osservare le attività subacquee lungo tutto il perimetro. L’ascensore panoramico scende alla stessa velocità di apneisti e subacquei, trasformando la visita in un’esperienza immersiva pur restando all’asciutto. Il cilindro è aperto al cielo, così da consentire la movimentazione dall’alto di attrezzature e scenografie. Un dettaglio che rende PHI12 un set naturale per produzioni cinematografiche e spot internazionali.
Il riempimento sta richiedendo 12 giorni di lavoro continuo, con monitoraggio costante e una gestione termica attentissima. Prima acqua a 20‑25 °C per stabilizzare la struttura, poi sostituzione graduale con acqua termale salsobromoiodica che sgorga a 86‑87 °C e verrà portata a 32‑34 °C, temperatura ideale per immersioni senza muta.
PHI12 è anche un laboratorio scientifico
Sarà utilizzato per studiare il comportamento del corpo umano in immersione, per testare prototipi industriali, per simulazioni aerospaziali e per esercitazioni delle forze armate e dei gruppi di soccorso. Gli ambienti sono stati predisposti per ospitare attrezzature specialistiche, con una fase finale di completamento dedicata proprio alle esigenze operative di questi reparti.
Un’ìmpresa fuori scala
Il cantiere è stato un’impresa fuori scala: 2 km di ponteggi, 170 mq di vetri acrilici, elementi da oltre 2,6 tonnellate posati con precisione millimetrica, tecniche di escavazione simili a quelle delle gallerie. Il risultato è una struttura che unisce acqua, luce, tecnologia e architettura in un modo mai visto prima.
PHI12 entrerà in funzione entro la fine dell’autunno, completando un percorso che ha richiesto anni di progettazione, innovazione e visione. Sarà un luogo dove sport, scienza, cinema e formazione troveranno un’unica casa: un nuovo modo di vivere la profondità, un nuovo modo di immaginare l’acqua.



