Pedemontana, nuovo tavolo in Prefettura: tutto sotto controllo. Forse

A Monza è stato istituito l’ennesimo tavolo interistituzionale per affrontare le ricadute dei cantieri della Pedemontana, tratte B2 e C. Un tavolo così importante che, per sicurezza, lo coordina direttamente la Prefettura, con il supporto del Comitato Operativo di Viabilità. Perché quando un’opera pubblica inizia a creare più problemi che soluzioni, la prima risposta è sempre la stessa: fare un altro tavolo.

Il prefetto Enrico Roccatagliata ha convocato l’incontro insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi e al presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio. Tutti concordi, tutti collaborativi, tutti sorridenti. Del resto, quando si parla di Pedemontana, serve ottimismo. E parecchio.

La Regione: “Il tavolo è la soluzione”. Il territorio: “Sì, ma ai disagi chi ci pensa?”

L’assessore Terzi ha ricordato che già nell’agosto 2024 era stato creato un tavolo per la tratta B2, poi un altro per la C. Ora arriva il tavolo dei tavoli, quello che dovrebbe coordinare viabilità, TPL e comunicazione. Perché, a quanto pare, i cittadini non hanno ancora capito bene quando, come e perché rimarranno imbottigliati nel traffico.

Presenti tutti: sindaci, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e Pedemontana. Manca solo un esorcista

Al confronto hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni più colpiti, le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e il direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, Sabato Fusco. Un parterre che lascia intuire la portata del problema: non si tratta solo di traffico, ma di sicurezza, legalità, ordine pubblico e – perché no – sopravvivenza quotidiana.

I problemi veri: traffico, cantieri infiniti, impatti ambientali e costi fuori controllo

Il tavolo dovrà affrontare questioni che i cittadini conoscono fin troppo bene:

Traffico paralizzato nelle ore di punta e non solo.

Cantieri che si spostano come pedine, senza preavviso e senza pietà.

Strade alternative insufficienti, spesso già congestionate.

Impatto ambientale su aree verdi e zone residenziali, con rumori e polveri che non hanno bisogno di presentazioni.

Espropri contestati, con residenti che ancora attendono risposte chiare.

Costi dell’opera lievitati rispetto alle previsioni iniziali, mentre i tempi di consegna si allungano come un elastico.

Tutti elementi che non compaiono nei comunicati ufficiali, ma che il territorio vive ogni giorno sulla propria pelle.

Il Prefetto: “Sinergia istituzionale”. I cittadini: “Sì, ma quando finisce?”

Roccatagliata ha parlato di sinergia, competenze condivise e partecipazione dei Comuni. Un linguaggio impeccabile, quasi liturgico. Ma la domanda che aleggia – e che nessuno osa pronunciare – è sempre la stessa: quanto durerà ancora questa epopea cantieristica?

La Provincia: “Serve trasparenza”. Traduzione: vogliamo sapere cosa sta succedendo davvero

Il presidente Santambrogio ha sottolineato la necessità di chiarezza sulle tempistiche e di un dialogo costante con il territorio. Un modo elegante per dire che, finora, la comunicazione non è stata esattamente un modello di precisione.

Pedemontana: “Siamo nella fase più dinamica”. I residenti sperano non significhi “più caotica”

Il direttore generale Fusco ha assicurato che i lavori stanno entrando nella fase più dinamica. Una frase che, in Brianza, può essere interpretata in due modi: o i cantieri accelerano davvero, oppure iniziano a moltiplicarsi come funghi dopo la pioggia.

Conclusione dell’inquisizione brianzola

Il nuovo tavolo promette coordinamento, sicurezza e mitigazione degli impatti. Ma il territorio, ormai esperto di promesse e varianti, osserva con un sopracciglio alzato. L’inquisizione continua, penna alla mano, pronta a verificare se questa volta – miracolo dei miracoli – qualcosa cambierà davvero.

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