Alberto Pasqual è un artista speciale. Nasce nel 1965 e cresce nella bottega di famiglia, respirando fin da bambino l’odore del ferro scaldato e battuto. Pur diplomato perito meccanico nel 1985, la sua vera scuola è sempre stata l’officina del padre che faceva il fabbro. Un luogo duro, isolato, quasi iniziatico, dove il fuoco diventa maestro e la materia un interlocutore esigente. Da ragazzo avrebbe voluto frequentare il liceo artistico, ma la vita lo porta prima al mestiere di fabbro. È lì, però, che la sua passione per l’arte trova un varco. Pasqual è uno che osserva, studia, visita musei e gallerie, e lentamente trasforma la bottega in un laboratorio creativo, dotandosi di sei magli e di attrezzature che gli permettono di modellare il ferro come un vero scultore.
Pasqual e la sua grande manualità
Nel tempo sperimenta creta, gesso, ceramica, bronzo, cemento, ma il ferro resta il suo materiale prediletto: duro, resistente, crudele e affascinante. Pasqual lo affronta come un corpo vivo, in un “combattimento” che lascia tracce: bruciature, colature, solchi che diventano linguaggio. Il fuoco intenerisce ciò che sembra indomabile e apre alla forma. Le sue opere oscillano tra figurazione e astrazione, tra tridimensionalità e superfici da parete in ferro, policarbonati e cementi. Non quadri, ma sculture appese, sospese tra materia e segno. Il disegno è la prima scintilla: schizzi a matita o china ripetuti anche quaranta volte, embrioni che anticipano la scultura.
La sua carriera è costellata di opere pubbliche e monumentali
Nel 2006 vince, con gli architetti Biz e Broggio, il concorso nazionale per il monumento a Marco Pantani sul Mortirolo. Nel 2015 realizza la targa commemorativa dedicata a Pier Paolo Pasolini. Firma numerosi interventi nel territorio veneto-friulano. Il monumento ai caduti della Polizia di Stato inaugurato dal prefetto Gabrielli a Cusano di Zoppola; il crocifisso di sette metri sul Castello di Polcenigo; “Eterotopia”, i celebri fili d’erba d’acciaio in centro a Pordenone; “Concetto”, scultura di 4,5 metri in Piazza XX Settembre; il monumento “Ricordo” dedicato ai caduti delle guerre mondiali. Le sue opere nascono spesso da committenze pubbliche, ma anche da aziende, imprenditori e collezionisti che desiderano legare arte e identità. Giardini privati, sedi aziendali, parcheggi, golf club. Pasqual vede in queste collaborazioni un modo per elevare la cultura d’impresa e dare un valore simbolico agli spazi.
Fori, slabbrature e memorie geologiche nella sua arte
Il territorio friulano lo ispira profondamente con le sue montagne, il Carso, le erosioni, le forre. Le sue sculture portano i segni di questa terra aspra: lacerazioni, fori, slabbrature che evocano fenomeni naturali e memorie geologiche. La sua ricerca, pur simbolica e informale, mantiene sempre un legame con la figura umana e con una drammaticità che affiora nei tagli e nelle ferite del metallo. Negli ultimi anni espone al Museo Diocesano di Pordenone, alla Galleria Santin, partecipa a rassegne come Art Week e Design Week a Milano, collaborando con la stamperia d’arte Albiccocco, una delle più importanti in Italia ed Europa. È stato selezionato tra gli artisti che accompagneranno Pordenone nel percorso verso Capitale della Cultura 2027.
Oggi Pasqual guarda avanti con tre nuovi progetti monumentali in fase di definizione e con una produzione parallela di opere grafiche e scultoree per interni. Il suo desiderio rimane quello di creare un dialogo intimo tra materia e osservatore: offrire il ferro allo sguardo e lasciare che sia l’arte, come sempre, a parlare per lui.




