Nuova frontiera per la medicina rigenerativa: l’esosoma bioingegnerizzato che cambia la cosmetica professionale

Quando si parla di medicina rigenerativa applicata all’estetica, il nome di Andrea Delu è ormai un riferimento. Laureato in ambito economico, ha trascorso trent’anni nel settore biotecnologico, lavorando per oltre quindici anni nelle bio‑banche di tessuti umani. In quest’ambito ha maturato competenze avanzate in bioingegneria e medicina generativa. Dal 2012 si dedica allo sviluppo di tecnologie rigenerative e, dal giugno 2024, rappresenta in Italia il London Regenerative Institute (LRI). E’ una delle realtà più avanzate al mondo nella ricerca sugli esosomi e sulla rigenerazione cellulare.

Il LRI nasce dall’intuizione di sette medici di fama mondiale — tra cui il Dr. Steven Cohen e il Dr. Tunç Tiryaki — che hanno rivoluzionato la medicina rigenerativa. Hanno introdotto tecniche pionieristiche come l’isolamento delle cellule staminali tramite l’enzima Cytory (2002) e il sistema meccanico Lipocube (2006). Nel 2009 hanno raggiunto un traguardo scientifico fondamentale: l’uso delle cellule staminali derivate dal grasso per terapie rigenerative adottate globalmente. Nel 2017 nasce ufficialmente il London Regenerative Institute, oggi centro d’eccellenza internazionale che riunisce scienziati e medici di primo livello per far progredire la bioscienza della rigenerazione cellulare.

Il pilastro dell’innovazione del LRI è il programma brevettato Exomorphic Biotech™. Ha portato alla creazione degli Hybrosomes™, esosomi bioingegnerizzati capaci di inviare messaggi epigenetici alle cellule umane, stimolandole a produrre collagene, elastina e nuovi tessuti senza alterare il DNA. Una tecnologia che supera definitivamente gli esosomi vegetali, molto diffusi dal 2022 ma incapaci di dialogare con le cellule umane.

1. Andrea, come nasce il suo percorso nella medicina rigenerativa?

«Arrivo da una formazione economica, ma la mia carriera è sempre stata immersa nella biotecnologia. Ho lavorato per quindici anni nelle bio‑banche di tessuti umani, dove ho imparato la logica della rigenerazione cellulare. Dal 2012 mi occupo di medicina generativa e tecnologie avanzate per l’estetica. Oggi rappresento in Italia il London Regenerative Institute, che considero il centro più avanzato al mondo nella ricerca sugli esosomi

2. Che cosa fa esattamente il London Regenerative Institute?

«Il LRI è stato fondato da sette medici di fama mondiale, tra cui il Dr. Steven Cohen e il Dr. Tunç Tiryaki. Sono pionieri della medicina rigenerativa: hanno introdotto l’enzima Cytory per isolare cellule staminali, il sistema Lipocube per l’isolamento meccanico e hanno sviluppato terapie basate sulle cellule staminali derivate dal grasso. Oggi il LRI è un centro internazionale che riunisce scienziati e medici per far avanzare la bioscienza della rigenerazione cellulare

3. Negli ultimi anni si è parlato molto dell’esosoma vegetale. Perché la vostra tecnologia è diversa?

«Gli esosomi vegetali sono stati una moda dal 2022, ma non contengono i micro‑RNA necessari per comunicare con le cellule umane. Non possono dire a una cellula “produci collagene”, “rigenera il tessuto”, “ripara il danno”. La medicina estetica è spesso influenzata dai social, ma la biologia non si convince con un trend. Gli Hybrosomes™ sono esosomi bioingegnerizzati: contengono micro‑RNA selezionati che inviano messaggi epigenetici precisi alle cellule umane

4. Ci spiega in modo semplice che cos’è un Hybrosome™ e come funziona?

«Un esosoma è una micro‑particella che trasporta messaggi biologici. Fino al 2002 era considerato uno scarto cellulare, poi si è scoperto che contiene micro‑RNA capaci di stimolare la rigenerazione. Noi bioingegnerizziamo l’esosoma: selezioniamo i micro‑RNA utili, li stabilizziamo, li liofilizziamo e creiamo un messaggero intelligente. Non modifica il DNA, ma dice alla cellula cosa fare: produrre elastina, collagene, riparare i tessuti, ridurre l’infiammazione

5. Come viene applicata questa tecnologia nella pratica clinica?

«Il medico riattiva il prodotto liofilizzato e lo veicola con micro‑aghi, laser o radiofrequenza. L’esosoma supera lo strato corneo e arriva nel derma, dove si decide la qualità della pelle. I risultati sono evidenti: rughe ridotte, tono migliorato, macchie attenuate, cicatrici riparate. In tricologia stimola la cellula staminale del bulbo pilifero, favorendo ricrescita e densità.»

6. Quali sono i trattamenti più richiesti e quali costi hanno?

«Per piccole aree — zampe di gallina, codice a barre — si parla di circa 300 euro. Un trattamento full face parte da 750 euro. È una bio‑stimolazione, non un filler: la pelle cambia comportamento, non solo aspetto.»

7. Perché questa tecnologia rappresenta un cambio di paradigma?

«Perché non è cosmetica: è biotecnologia rigenerativa. Non copre il problema, lo ripara. Non promette, rigenera. È la prima tecnologia che permette alla medicina estetica di avvicinarsi davvero alla medicina rigenerativa.»

Gli Hybrosomes™ rappresentano la nuova frontiera della rigenerazione cellulare. Un esosoma bioingegnerizzato che parla alle cellule, le istruisce, le guida e le stimola a comportarsi come quelle di una pelle giovane. Una tecnologia che supera definitivamente gli esosomi vegetali e apre una nuova era per medici estetici, dermatologi e chirurghi plastici.

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