Metalcoat mette il turbo: nasce l’asse Ascoli–Bergamo

Ci sono momenti in cui due territori scoprono di avere più in comune di quanto immaginassero. È quello che è accaduto durante la visita “Leadership e innovazione” organizzata da Confindustria Ascoli Piceno.  Una delegazione di imprenditori marchigiani sono approdati a Bergamo per due giorni di confronto, curiosità reciproca e scambio di visioni.

Metalcoat incontra i marchigiani

In questo contesto, Metalcoat e il suo Presidente e Ad Matteo Trombetta Cappellani hanno colto l’occasione per proporre qualcosa che va oltre la semplice ospitalità. Un vero asse industriale tra Ascoli Piceno e Bergamo, due territori diversi ma sorprendentemente complementari, uniti da una cultura manifatturiera solida e da una crescente attenzione all’innovazione.

Metalcoat, con la sua doppia anima – produttiva ad Ascoli Piceno e commerciale a Bergamo – è l’esempio vivente di come questa connessione possa funzionare. L’azienda opera nel mondo dei laminati in alluminio e acciaio preverniciati, un settore dove precisione, ricerca e capacità di personalizzazione sono fondamentali. Negli anni ha costruito un modello industriale che integra competenze tecniche, relazioni internazionali e una forte propensione alla qualità. Un punto di riferimento per edilizia, automotive, architettura e segnaletica.

Metalcoat “ponte naturale” tra due ecosistemi produttivi

Proprio per questo, Metalcoat si è proposta come “ponte naturale” tra due ecosistemi produttivi. Da un lato il dinamismo lombardo, con la sua densità di filiere e la sua vocazione all’export. E dall’altro la solidità marchigiana, fatta di PMI altamente specializzate, know-how artigianale evoluto e una crescente apertura verso l’innovazione tecnologica. Durante la visita, gli spazi bergamaschi dell’azienda si sono trasformati in un luogo di incontro tra industria e cultura. Una mostra fotografica dedicata allo stabilimento di Ascoli Piceno – con immagini stampate su alluminio grazie alla tecnologia Cromatica Marcegaglia – ha raccontato il cuore produttivo dell’azienda. Accanto, le opere di Vitaliano Marchetto, messe a disposizione dalla Galleria Mazzoleni, hanno aggiunto una dimensione simbolica. Figure che emergono dalla materia, legami che resistono, identità che si incontrano. Un dialogo artistico che ha rispecchiato quello industriale.

Alla giornata hanno partecipato il Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, il Presidente di Confindustria Ascoli Piceno Simone Ferraioli e il Direttore Corrado Alfonsi, sottolineando il valore istituzionale dell’iniziativa. Il light lunch conclusivo è stato l’ennesima occasione per trasformare una visita in un laboratorio di idee.

Matteo Trombetta Cappellani ha sintetizzato così la visione

«Iniziative come questa rappresentano un passaggio concreto verso la costruzione di un dialogo strutturato tra due ecosistemi industriali complementari come quello marchigiano e quello lombardo, con l’obiettivo di generare nuove opportunità di crescita, innovazione e sviluppo condiviso».

Perché questo asse è davvero interessante per le PMI

L’idea di un asse Ascoli–Bergamo non è solo suggestiva: è strategica.
Ecco alcuni elementi che la rendono una direttrice di sviluppo promettente:

Filiere complementari. La manifattura marchigiana eccelle nella specializzazione tecnica, quella bergamasca nella capacità di scala e nella connessione con i mercati internazionali. Insieme possono creare catene del valore più robuste e competitive.

Innovazione diffusa. Bergamo è un hub naturale per tecnologie, materiali avanzati e processi industriali evoluti; Ascoli Piceno è un territorio dove le PMI stanno accelerando su digitalizzazione e sostenibilità. L’incontro può generare progetti congiunti su materiali, trattamenti superficiali, automazione e nuovi modelli produttivi.

Opportunità per le PMI.  Collaborazioni su ricerca, formazione, supply chain e internazionalizzazione possono ridurre costi, aumentare la competitività e aprire mercati oggi difficili da raggiungere singolarmente.

Un modello replicabile: se funziona tra Ascoli e Bergamo, può diventare un esempio per altre direttrici italiane, favorendo una logica di “corridoi industriali” tra territori che condividono visione e ambizioni. Metalcoat, con la sua presenza bilaterale e la sua esperienza nel dialogo tra filiere, si propone come catalizzatore di questo processo: un’azienda che non si limita a produrre, ma costruisce connessioni.

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