Mercosur, Federvini: lo stop del Parlamento UE frena l’export italiano

L’intervento di Federvini arriva in una giornata che segna un nuovo punto di tensione sul fronte dell’accordo UE‑Mercosur. Il Parlamento europeo ha infatti approvato la richiesta di un parere della Corte di Giustizia dell’UE. Una mossa che potrebbe rallentare l’entrata in vigore dell’intesa per oltre un anno. Questo proprio mentre il trattato – firmato pochi giorni fa in Paraguay – sembrava avviato verso la fase finale.

Secondo Federvini, questo passaggio rischia di tradursi in un congelamento sostanziale dell’accordo, privando le imprese italiane ed europee di uno strumento strategico di competitività in un contesto globale sempre più instabile. Un giudizio che riflette il clima di forte incertezza che circonda il dossier.

Chi sostiene l’accordo Mercosur in Europa

La firma dell’intesa è stata accolta con favore da una larga maggioranza degli Stati membri e dalla Commissione europea, che considera il trattato un tassello fondamentale della strategia geopolitica dell’UE.
La Presidente Ursula von der Leyen ha definito l’accordo “un risultato generazionale”, sottolineando come l’Europa abbia scelto “il commercio equo al posto dei dazi” e una partnership di lungo periodo con l’America Latina.
Anche il Consiglio UE ha espresso un orientamento favorevole, con la maggior parte dei Paesi membri schierati per la ratifica. France 24 Per i sostenitori, il Mercosur rappresenta un mercato da oltre 700 milioni di persone e un’opportunità per rafforzare la presenza europea in un’area strategica, aprendo nuovi spazi per l’export e consolidando la posizione dell’UE nel commercio globale.

Chi si oppone: Francia in testa, con il sostegno di altri Paesi e del mondo agricolo

Sul fronte opposto, la Francia guida il blocco dei Paesi contrari, affiancata da Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria, mentre il Belgio si è astenuto. Parigi teme un aumento delle importazioni di carne bovina, zucchero e pollame a prezzi più bassi, con il rischio di mettere in difficoltà gli agricoltori europei. Il ministro degli Esteri francese ha accolto con favore il voto del Parlamento, definendolo coerente con la linea di fermezza adottata dal governo. Anche numerosi eurodeputati hanno espresso forti perplessità, citando questioni ambientali, standard produttivi e tutela del settore agricolo. Alcuni, come l’irlandese Billy Kelleher, hanno sostenuto apertamente il ricorso alla Corte di Giustizia, ritenendo che il trattato presenti criticità su più fronti. Le proteste degli agricoltori in diversi Paesi europei – dalla Francia alla Spagna – confermano un malcontento diffuso verso un accordo percepito come potenzialmente penalizzante per il settore primario.

La posizione di Federvini

In questo quadro complesso, Federvini esprime preoccupazione per l’ulteriore rallentamento del processo decisionale. “Prendiamo atto della decisione del Parlamento europeo con rispetto istituzionale, ma non possiamo nascondere il nostro rammarico e disorientamento”,. Ha detto il Presidente Giacomo Ponti (nella foto). “Dopo oltre vent’anni di negoziati, le imprese – sottolinea – hanno bisogno di certezze, non di nuovi rinvii”. Per Federvini, l’accordo con il Mercosur rappresenta una leva essenziale per la competitività dell’export italiano, soprattutto in un momento di forte instabilità internazionale. Da qui l’auspicio che Parlamento, Consiglio e Commissione trovino rapidamente un’intesa per superare l’impasse e procedere verso l’applicazione dell’accordo.

Share
Top