Materias sceglie Maria Cristina Messa per accelerare

In Materias si apre una nuova fase. La PMI innovativa fondata nel 2016 da Gino (Luigi) Nicolais ha scelto Maria Cristina Messa come nuova Presidente. Una nomina che non passa inosservata: unisce competenza scientifica, esperienza istituzionale e una visione molto concreta di come si costruisce innovazione nel Paese. E arriva in un momento di crescita: nel 2025 Materias ha registrato un aumento del fatturato del 25% rispetto ai 3,2 milioni del 2024.

Chi è Maria Cristina Messa

Messa porta con sé un curriculum che sembra scritto per incarnare esattamente ciò che Materias vuole diventare: un ponte solido tra ricerca e industria. Medico nucleare è professoressa ordinaria alla Milano‑Bicocca, oltre 180 pubblicazioni internazionali, ruoli di primo piano in Horizon 2020, già Rettrice. E’ stata Vicepresidente del CNR e Ministra dell’Università e della Ricerca una figura che conosce bene sia i laboratori sia le stanze dove si decidono le politiche scientifiche.

La sua nomina arriva dopo la scomparsa di Nicolais, che aveva immaginato Materias come un vero e proprio venture builder deep‑tech. Un luogo dove le idee ad alta intensità scientifica non restano sulla carta, ma diventano brevetti, prodotti, imprese. Messa raccoglie questo testimone con grande chiarezza. «Materias è uno dei modelli più efficaci di trasferimento tecnologico in Italia. Porta la ricerca al mercato, trasformando idee in proprietà intellettuale e nuove imprese. Ora dobbiamo accelerare l’industrializzazione delle tecnologie nei materiali avanzati e nel deep tech».

Un entusiasmo condiviso anche dagli azionisti industriali. Sergio Dompé, Presidente di Dompé Holdings – che detiene il 47,27% della società – sottolinea come la guida di Messa rafforzi la vocazione originaria di Materias. Ovvero trasformare scienza d’eccellenza in impresa, con un approccio che unisce ricerca, proprietà intellettuale e industrializzazione.

E il contesto è favorevole

Il deep tech dei materiali avanzati – polimeri, compositi, ceramiche – vale oggi tra i 70 e gli 80 miliardi di dollari e cresce del 6–6,5% l’anno. Le previsioni parlano di un possibile raddoppio entro il 2035, grazie alle applicazioni in settori strategici come aerospazio, automotive, elettronica, energia e biomedicale. È un mercato in cui l’Europa vuole giocare un ruolo da protagonista, e Materias si muove esattamente in questa direzione.

Oggi l’azienda può contare su un team multidisciplinare, laboratori dedicati e un database proprietario con oltre 1.200 tecnologie mappate. Ha generato o co‑sviluppato più di 120 brevetti, costruendo modelli di business che spaziano dal licensing alla creazione di spin‑off. Una rete di partner industriali – da Dompé Holdings a IBSA Farmaceutici Italia, da Intesa Sanpaolo a Multiversity (CVC) e BF S.p.A. – rafforza ulteriormente la capacità di trasformare ricerca in valore. Con la Presidenza Messa, quindi, Materias sembra pronta a una nuova accelerazione: più alleanze, più trasferimento tecnologico, più impatto industriale. E, soprattutto, una visione molto chiara: l’Italia può essere protagonista nel deep tech, se mette insieme i suoi talenti migliori. Materias vuole essere uno dei luoghi dove questo accade davvero.

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