La vicenda che ha coinvolto Litokol e Kerakoll nasce nel cuore del distretto ceramico di Sassuolo, dove entrambe le aziende operano dal 1968. Dopo oltre trent’anni trascorsi alla guida di Kerakoll, Gian Luca Sghedoni aveva lasciato l’azienda di famiglia per dedicarsi a investimenti imprenditoriali attraverso il proprio family office. Nel 2024 aveva poi acquisito Litokol, avviando un progetto di rilancio industriale e commerciale che ha portato a un nuovo posizionamento. E soprattutto a un’identità visiva rinnovata e a una strategia di comunicazione completamente ripensata.
Litokol assolto di presunta concorrenza sleale
È proprio questo cambio di passo ad aver generato la contestazione di Kerakoll, che aveva accusato Litokol di concorrenza sleale. Kerakoll ha sostienuto la confondibilità dei marchi, la somiglianza del packaging, un presunto agganciamento commerciale e perfino uno storno di personale. Il Tribunale di Bologna ha però ribaltato completamente questa lettura. Con un’ordinanza chiara e molto netta, il giudice ha stabilito che non esiste alcuna confusione tra i marchi, che il packaging di Litokol non genera rischi di sovrapposizione. E inoltre che non vi è stato alcuno storno di dipendenti. Ha inoltre escluso qualsiasi comportamento contrario ai principi di correttezza professionale.
La parte più significativa della decisione riguarda però la libertà imprenditoriale
Il Tribunale ha affermato che le strategie di marketing adottate da Sghedoni rientrano pienamente nella normale libertà d’impresa . E che, nella loro dimensione concettuale, non possono essere oggetto di monopolio. In altre parole, innovare non è solo legittimo, ma è un diritto che nessun concorrente può limitare. Il giudice ha anche chiarito che il nuovo posizionamento competitivo di Litokol non rappresenta un agganciamento alla notorietà di Kerakoll, ma la proposta legittima di un’alternativa sul mercato.
Le richieste cautelari di Litokol sono state respinte solo per mancanza di urgenza, poiché le diffide ricevute non avevano limitato l’operatività dell’azienda. Ma sul merito, la decisione è inequivocabile: il rilancio guidato da Sghedoni è pienamente legittimo.
Per Litokol l’ordinanza del Tribunale rappresenta un punto di svolta
L’azienda è attiva a livello internazionale. E’ impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per la posa di ceramica e pietre naturali, può proseguire il proprio percorso di crescita con maggiore serenità. Il progetto di Sghedoni punta a rafforzare la presenza nei mercati esteri, investire in ricerca e innovazione e consolidare un’identità di marca più moderna e riconoscibile. La strategia guarda a una crescita sostenuta, a un ampliamento della gamma e a un posizionamento più competitivo nel settore delle costruzioni e del design.
La decisione del Tribunale non è solo una vittoria legale, ma un segnale forte per il mercato. Conferma che la concorrenza si gioca sull’innovazione, sulla qualità e sulla capacità di proporre alternative credibili. Litokol, con il nuovo corso guidato da Sghedoni, ha ora la strada libera per continuare a crescere, investire e rafforzare la propria presenza internazionale, sostenuta anche dal lavoro dei team legali di Trevisan & Cuonzo e Poggi & Associati.




