L’Italia dell’Intelligenza Artificiale non è più un laboratorio di sperimentazione. Ormai è un settore industriale vero e proprio, capace di generare 4,1 miliardi di euro e coinvolgere oltre ventiduemila professionisti. Una fotografia che arriva proprio nell’Artificial Intelligence Appreciation Day, la giornata dedicata a celebrare l’impatto dell’AI sulla vita quotidiana e – nel caso italiano – anche sulla competitività del Paese.
Il dato più sorprendente sull’AI riguarda la distribuzione geografica del valore
Il Piemonte domina la scena economica con 2,29 miliardi di euro, pari al 55,7% del totale nazionale, pur contando appena tre soluzioni censite. Una sorta di “AI Valley” concentrata e potentissima. La Lombardia, invece, pur fermandosi a 1,02 miliardi di ricavi, si conferma la locomotiva creativa del Paese: ventinove soluzioni sviluppate, un primato che la rende il cuore pulsante dell’innovazione software italiana. La Toscana completa il podio con 705 milioni di euro e sei soluzioni attive, consolidando un ruolo sempre più rilevante nel panorama tech nazionale.
Il resto d’Italia si muove con numeri più contenuti, ma con una vivacità progettuale che racconta un ecosistema in fermento. Emilia Romagna, Campania, Veneto e Lazio mostrano una densità di sviluppo interessante. Regioni come Marche, Friuli Venezia Giulia e Puglia contribuiscono con ricavi più ridotti ma con iniziative che testimoniano un crescente dinamismo locale.
Secondo Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy (nella foto) l’AI non è più un vezzo futuristico, ma una leva strategica che sta ridisegnando i modelli operativi delle imprese. La vera sfida, oggi, non è adottare l’AI, ma saperla integrare nei processi decisionali e produttivi, trasformandola in un vantaggio competitivo stabile. Un passaggio cruciale soprattutto per le PMI, che spesso faticano a scalare le soluzioni sviluppate o a reperire competenze adeguate.
Le prospettive per le aziende italiane – grandi e piccole – sono chiare: puntare sull’AI industriale per aumentare la produttività manifatturiera. E inoltre investire in infrastrutture e modelli sovrani, e accelerare la formazione dei talenti. L’Italia ha già capitali, competenze e campioni tecnologici in grado di competere a livello globale; ora serve portare questa maturità fuori dai grandi hub, trasformando l’AI da eccellenza per pochi a standard operativo diffuso.
Classifica delle 10 regioni italiane per soluzioni create
Lombardia: 29 soluzioni
Emilia Romagna: 9 soluzioni
Campania: 8 soluzioni
Veneto: 7 soluzioni
Toscana: 6 soluzioni
Lazio: 6 soluzioni
Piemonte: 3 soluzioni
Friuli Venezia Giulia: 2 soluzioni
Puglia: 2 soluzioni
Marche: 1 soluzione
Classifica delle 10 regioni italiane per ricavi (invariata):
Piemonte: 2,29 miliardi
Lombardia: 1,02 miliardi
Toscana: 705 milioni
Campania: 15,6 milioni
Lazio: 12,1 milioni
Marche: 11,2 milioni
Emilia Romagna: 6,7 milioni
Veneto: 2 milioni
Friuli Venezia Giulia: 1,3 milioni
Puglia: 0,2 milioni





