Nel primo semestre del 2025, l’economia indiana ha superato le aspettative grazie a un’inflazione contenuta e ai tagli dei tassi da parte della Reserve Bank of India (RBI). UBP ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del PIL: 6,9% per il 2025 e 6,5% per il 2026. L’inflazione dovrebbe rimanere sotto controllo, con un IPC medio del 3,1% nel 2025 e tra il 4-5% nel 2026, entro il target della RBI.
India: crescita sostenuta da stimoli fiscali e investimenti pubblici in infrastrutture
La banca centrale ha già effettuato tre tagli dei tassi nel 2025, per un totale di 100 punti base, e si prevedono ulteriori riduzioni entro il 2026. Se i monsoni saranno favorevoli e l’inflazione stabile, altri tagli potrebbero arrivare già a dicembre. Nel 2026, la crescita sarà sostenuta da stimoli fiscali e investimenti pubblici in infrastrutture, mentre l’impatto dei dazi USA dovrebbe attenuarsi. Tuttavia, il consolidamento fiscale sarà più lento. Il bilancio del ministro Sitharaman ha introdotto esenzioni per 10 milioni di famiglie e aumentato la spesa pubblica, rallentando temporaneamente il risanamento.
Questi fattori favoriscono gli afflussi verso gli asset indiani, in particolare le obbligazioni, e rafforzano l’attrattività per gli investimenti diretti esteri nei settori manifatturiero e dei servizi. L’India è ben posizionata per diventare fornitore globale in ambiti come tecnologia e farmaceutica, anche grazie al possibile trasferimento di attività produttive dalla Cina.
Le prospettive di lungo termine restano solide: l’India potrebbe diventare la terza economia mondiale entro il 2030 e il quarto mercato di consumi nel 2027, con il tasso di crescita più rapido. Tuttavia, il divario pro capite rispetto ad altri mercati emergenti evidenzia la necessità di investimenti in urbanizzazione e infrastrutture. Le PMI restano vulnerabili ai dazi, con possibili effetti sull’occupazione e sulla fiducia. Nonostante ciò, gli analisti prevedono una crescita degli utili del 16% nel 2026, condizionata dal miglioramento delle vendite e dei margini.
Infine, la rupia indiana ha registrato una delle performance più deboli in Asia nel 2025, penalizzata dai tagli della RBI e dai deflussi di portafoglio. Tuttavia, una ripresa dei tagli da parte della Federal Reserve potrebbe offrire un sostegno moderato alla valuta e agli asset indiani.
A cura di Carlos Casanova, Senior Economist Asia, Union Bancaire Privée (UBP)




