Il 2025 è stato un anno di conferme per l’industria italiana delle valvole e delle soluzioni per impiantistica: un settore che non solo tiene, ma accelera. Con 4,1 miliardi di euro di export e una crescita del 6,9%, le aziende rappresentate da AVR si confermano tra i protagonisti della meccanica italiana sui mercati internazionali. È un risultato che non arriva per caso, ma dalla combinazione di tecnologia, affidabilità e una capacità tutta italiana di costruire prodotti che funzionano. E soprattutto durano e rispondono alle esigenze di settori complessi come energia, oil & gas, chimica, acqua, infrastrutture e ora anche nucleare.
Pompe e valvole italiane piacciono all’estero
Il successo all’estero ha una geografia precisa. L’Arabia Saudita è oggi il primo mercato, con oltre seicento milioni di euro di export e una crescita a doppia cifra. Seguono gli Stati Uniti, che segnano un +30,4%, e la Cina, che pur rallentando resta un mercato strategico. A sorprendere sono le crescite di Norvegia ed Emirati Arabi Uniti, spinte dagli investimenti in infrastrutture energetiche e impiantistiche. È un quadro che racconta un settore capace di inserirsi nei grandi progetti globali, grazie a prodotti che garantiscono sicurezza, precisione e performance.
Ma la vera novità riguarda le opportunità dei prossimi mesi
Il comparto guarda con attenzione ai Paesi Mercosur, in particolare Argentina e Brasile, dove la domanda di tecnologie per energia, acqua e industria è in forte espansione. Anche il Canada emerge come mercato ad alto potenziale, grazie ai grandi investimenti in infrastrutture e transizione energetica. Sono aree che possono bilanciare le tensioni geopolitiche e aprire nuove traiettorie di crescita per le imprese italiane.
Un capitolo a parte merita il nucleare, tornato al centro del dibattito internazionale e delle strategie industriali. Durante IVS 2026, il convegno dedicato alle opportunità per il settore SMR/AMR ha mostrato chiaramente che l’Italia possiede competenze storiche e tecnologie avanzate. Le valvole italiane sono già presenti nelle infrastrutture più complesse e possono giocare un ruolo chiave nell’ammodernamento degli impianti europei e nella costruzione delle nuove generazioni di reattori. Non è un caso che AVR e ANIMA Confindustria partecipino ai tavoli europei e alle collaborazioni industriali con Francia e Polonia: il know‑how italiano è richiesto e riconosciuto.
La crescita dell’export conferma una leadership internazionale
Il successo delle valvole italiane nasce da una combinazione di fattori:. Che sono qualità dei materiali, precisione ingegneristica, capacità di personalizzazione, certificazioni internazionali e una filiera industriale che unisce grandi gruppi e PMI altamente specializzate. È un settore che investe in ricerca, innovazione e sostenibilità, e che ha saputo trasformare la propria tradizione in un vantaggio competitivo globale.
Come ha ricordato Sandro Bonomi, presidente di AVR, la crescita dell’export conferma una leadership internazionale costruita nel tempo. E oggi rafforzata da fiere come IVS, che valorizzano il ruolo strategico delle valvole italiane nella filiera dell’energia e dell’impiantistica. Con un fatturato complessivo di 9,55 miliardi di euro e una quota export superiore al sessanta per cento, il comparto rappresenta uno dei motori più solidi della meccanica italiana. Le prospettive sono positive: nuovi mercati, nuove tecnologie, nuove applicazioni. E soprattutto una certezza: quando il mondo ha bisogno di valvole affidabili, spesso sceglie quelle italiane. Se vuoi, posso approfondire il ruolo di AVR o analizzare i mercati più promettenti per l’export italiano nel 2026 attraverso ANIMA Confindustria.

