Intesa Sanpaolo, Messina rilancia: “Wealth management e tecnologia per crescere”

Intesa Sanpaolo guarda al futuro con un piano industriale 2026-2030 che punta dritto sul wealth management, sull’espansione internazionale e sulla leva tecnologica. Carlo Messina, ceo del gruppo, ha illustrato una strategia che mette al centro la crescita dei ricavi da consulenza, l’integrazione dell’offerta assicurativa. E inoltre l’esportazione del modello Fideuram nei principali mercati europei. L’obiettivo è ambizioso: 11,5 miliardi di utile netto nel 2029, ricavi operativi vicini ai 31 miliardi e 50 miliardi di euro da distribuire agli azionisti tra dividendi e buyback.

Espansione estera per Intesa

Messina ha chiarito che la banca vuole crescere soprattutto fuori dall’Italia, con una rete di consulenti in Germania, Francia e Spagna, oltre ai Paesi della divisione International Bank. Una strategia che si affianca alla riduzione dei costi e alla piena valorizzazione degli investimenti tecnologici già realizzati. In particolare la piattaforma cloud-native Isytech, destinata a diventare il motore digitale dell’intero gruppo europeo.

Sul fronte dei numeri, il piano prevede un aumento delle commissioni fino a 11,6 miliardi. Un risultato assicurativo da 2 miliardi e un miglioramento della redditività con ROE al 22% e ROTE al 27% nel 2029. Il tutto mantenendo un CET1 ratio superiore al 12,5% per tutta la durata del piano. Messina ha rivendicato la solidità del percorso fin qui compiuto: “Negli ultimi due piani abbiamo superato gli obiettivi. La distribuzione agli azionisti è stata superiore del 50% rispetto alle previsioni”.

La crescita del wealth management passa da un ampliamento della rete

L’ampliamento prevede 4.200 nuovi global advisor e un potenziamento della consulenza per la clientela exclusive, con l’obiettivo di generare oltre 300 milioni di ricavi aggiuntivi entro il 2029. Nel private banking, la banca punta a raggiungere 7.500 banker e consulenti finanziari, con un’offerta rafforzata su soluzioni di lungo periodo. Dalla longevity alla pianificazione patrimoniale avanzata.

Il cuore del piano di Intesa è però Isywealth Europe

Si tratta di un progetto da 200 milioni di euro che mira a esportare il modello Fideuram nelle banche estere del gruppo. La nuova rete conterà su 1.200 consulenti finanziari, molti dei quali ricollocati internamente. Ddovrebbe contribuire a portare il risultato netto della divisione International Banks a 1,8 miliardi entro il 2029.

Sul fronte delle operazioni straordinarie, Messina è stato netto: “Non siamo contrari alle acquisizioni, ma solo se creano valore. E comunque non guardiamo al risiko italiano”. L’espansione, ha ribadito, avverrà all’estero, trasformando le filiali già presenti in hub per il private banking e la consulenza evoluta. Quanto alla concorrenza nel risparmio gestito, il ceo non teme fusioni o aggregazioni tra competitor: “La nostra leadership non cambia. Possiamo attrarre sempre più private banker e consulenti”.

Il piano si completa con una forte spinta sulle attività assicurative, sia nel ramo Vita sia nel ramo Danni, e con lo sviluppo delle fabbriche prodotto. Dovrebbero alimentare ulteriormente la crescita delle commissioni. Una strategia che conferma la trasformazione di Intesa Sanpaolo in una banca sempre più orientata al wealth management, alla protezione e alla consulenza, con la tecnologia come leva decisiva per scalare il modello anche oltre i confini italiani.

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