Intesa Sanpaolo rafforza la propria presenza negli Stati Uniti, confermandosi protagonista nel settore del project finance. Lo fa attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking. Negli ultimi tre anni, la banca ha partecipato a operazioni strategiche per un valore complessivo di circa 50 miliardi di dollari. In questo modo ha quindi consolidato il proprio ruolo come partner di riferimento per grandi aziende e istituzioni finanziarie.
In questi giorni, una delegazione della Divisione IMI CIB, guidata da Mauro Micillo, è presente a Washington per partecipare ai lavori del Fondo Monetario Internazionale. L’occasione anche per ribadire l’impegno di Intesa nel mercato statunitense, dove Intesa Sanpaolo ha saputo distinguersi per capacità di mobilitare capitali e strutturare soluzioni finanziarie complesse. Micillo ha sottolineato come le iniziative avviate dall’amministrazione americana nei campi dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, sono nuove opportunità di investimento. La Divisione IMI CIB è pronta a coglierle, con un approccio attivo e di lungo periodo.
I numeri di Intesa negi USA
Nei primi 8 mesi del 2025, i volumi globali di project finance hanno superato i 200 miliardi di euro, e Intesa Sanpaolo ha contribuito con oltre 30 miliardi, il 15% del mercato. Negli Stati Uniti, la crescita media annua del settore tra il 2018 e il 2024 è stata del 20%. Mentre l’attività della banca è cresciuta del 34%, a dimostrazione di una strategia efficace e in costante evoluzione.
Per sostenere questo percorso, il team di Structured Finance negli USA è stato potenziato, sia in termini di risorse che di competenze. La filiale di New York, con oltre 200 professionisti, rappresenta il cuore operativo della Divisione IMI CIB nelle Americhe. Situata nello storico edificio di One William Street, opera con licenza bancaria dello Stato di New York ed è riconosciuta come Financial Holding Company dal 2019.
Un finanziamento da 6,63 mld per il nuovo JFK
Tra le operazioni più significative realizzate negli Stati Uniti si segnalano il finanziamento da 6,63 miliardi di dollari per il nuovo terminal dell’aeroporto JFK di New York. Inoltre a linea di credito green da 8,8 miliardi per il progetto SunZia, e il prestito da 870 milioni per il parco solare Cider nello Stato di New York. Ma non solo. Intesa ha finanziato con 3,4 miliardi il data center hyperscale Bighorn in Nevada. A queste si aggiungono l’emissione obbligazionaria da 2,75 miliardi di euro per AT&T e i green bond da 1 miliardo di dollari per CEMEX.
La presenza di Intesa Sanpaolo nelle Americhe si completa anche con l’ufficio di rappresentanza a Washington D.C., dedicato alle relazioni con le organizzazioni multilaterali. E inoltre con la controllata Intesa Sanpaolo Brazil a San Paolo. Attraverso questa rete, la banca supporta150 gruppi corporate globali, circa 50 istituzioni finanziarie e più di 600 entità collegate a realtà italiane. Intesa Sanpaolo, guidata dal CEO Carlo Messina, si conferma quindi come un interlocutore strategico tra Europa e Stati Uniti, capace di sostenere investimenti orientati alla crescita, alla transizione energetica e alla modernizzazione delle infrastrutture.





